La mancanza di conoscenza delle normative europee ci porta a meravigliarci dell'effetto delle decisioni che sono prese in Europa, soprattutto per l'impatto sulla quotidianità.
La principale responsabilità sta in capo ai politici ed ai media, specialmente quelli che amano definirsi specializzati.
Un esempio di scuola può fare luce sull'argomento. La vicenda del MPS e delle banche Venete (Popolare di Vicenza e Veneto Banca), raccontata dai media e commentata da politici e giornalisti, ci restituisce la cartina tornasole circa le affermazioni in epigrafe. Sul caso MPS si apprende che si stanno facendo passi in avanti per la soluzione del problema, ma i desiderata riguardo lo scaricare sulle "casse pubbliche" le perdite certe e quelle presumibili con un elevato livello di certezza devono essere declinati.
Per fortuna ci sono le regole europee, comprese quelle sulla concorrenza, a salvare gli italiani dagli abusi del "sistema bancario". A questo punto 28 miliardi di crediti inesigibili (traduzione libera in italiano del più fumoso NPL mutuato dal vocabolario anglosassone), rappresentano un vero "ingrediente bollente" da digerire.
Se tutti gli attori con elevato grado di incidenza sulle decisioni non si fossero colpevolmente distratti mentre con un lento e faticoso cammino verso l'approvazione le normative europee sull'argomento prendevano forma, oggi forse non ci saremmo trovati nella situazione attuale.
Un istituto di credito riconosciuto universalmente tra i più blasonati è fuori dalle contrattazioni di borsa in attesa che si compia il proprio destino. Ricordo un adagio che forse da bambino non attirava l'attenzione, ma che oggi ha svelato tutta l'efficacia di rappresentazione: "il pesce comincia a puzzare dalla testa".
Tutti coloro che si sono stracciati le vesti ed hanno gridato all'eresia, allorquando da Bruxelles fu chiesto un aumento di capitale per MPS non di 5, bensì di 8,8 miliardi (e non di lire), avrebbero dovuto sapere che in ambito europeo esistono organismi che hanno voce in capitolo ed integrano l'azione sia della Commissione sia della BCE.
È il caso dello SSM. Presto per gli italiani diventerà familiare un nuovo termine mutuato dal vocabolario anglosassone: "mis-selling", che in italiano si potrebbe tradurre con vendita fraudolenta, in questo caso di titoli ed obbligazioni o comunque prodotti finanziari. Dimostrare che si è trattato di mis-selling sarà l'unica possibile difesa per tutti coloro che si troveranno invischiati nelle vicende bancarie di cui si sta alacremente e molto sconsideratamente parlando.
articolo pubblicato il: 09/03/2017 ultima modifica: 17/03/2017