C'è pipì e pipì, come in ogni laboratorio d'analisi cliniche. Nel campo politico-parlamentare vi si è aggiunta quella salvavita del governo Prodi e che ha provocato le ire di Berlusconi. Che vuoi farci, caro presidente, alle leggi di natura è difficile porre rimedio, salvo che non ci sia qualcosa sotto. E non parlo di pannoloni. Purtroppo abbiamo scoperto ancora una volta che la bell'età del senatore Andreotti non pone limiti alla sua "resistenza" contro le impellenti necessità della vita. Non manca mai ad una votazione vitale, infatti, mentre tutti gli altri sono dei comuni mortali.
Ma questo si sapeva. Non tutti in Senato peraltro sono così "limpidi", molti sono dispettosi e basta, altri tramano nell'ombra non si sa per conto di chi, altri sono certi che non torneranno in parlamento e si vorranno godere la buona pensione, molti forse sono soltanto fannulloni. Ma chi li ha scelti? Non certo gli elettori, i quali purtroppo non hanno avuto voce in capitolo con la malaugurata legge elettorale. Consiglierei ai vertici dei partiti di farsi consegnare dai candidati prescelti non le dimissioni con la data in bianco, che sarebbe troppo, ma almeno un certificato di analisi cliniche. E' troppo anche questo? Allora non c'è nulla da fare. A meno che non si vari un nuovo progetto pannelliano che metterebbe tutti sotto controllo ferreo o quasi.
Lui di pipì se ne intende. Rimasi impressionato anni fa nel vedere Marco Pannella bere la sua in diretta TV. Una cosa disgustosa, ma lui affrontò l'amaro(?) calice per salvare non so più chi, non certo un Governo. Il Marco nazionale sta cercando ora di salvare tutti i condannati a morte nel mondo. Opera meritoria, alla quale mi associo anche se, alla fin fine, non arrivo a digiunare. Pannella con chi non rischia la vita, però, non è altrettanto misericordioso, anzi fa tutto il possibile per mettere alle corde gli avversari di turno o quelli che ritiene tali. Sul ring dialettico non ha forse rivali e chi lo sfugge ha sempre da temere.
Vediamo il caso del giovane Daniele Capezzone fatto eleggere, dal niente, segretario del partito radicale e poi subito deputato. Nella divisione dei posti in parlamento si ottiene per lui quello di presidente della commissione attività produttive. Il giovane è attivo. Si inventa qualcosa di nuovo, prima l'unione dei volenterosi, poi il network dei decisionisti, finisce sulle pagine dei giornali, va in TV spavaldo e ciarliero. E' un emergente "pericoloso" per l'anziano Marco da sempre imbavagliato e quasi ignorato dai media, salvo qualche piccola notiziola sul suo stato di salute quando si butta nei consueti digiuni per questo e per quello. Poteva durare? Chi conosce Pannella direbbe di no. Capezzone viene subito estromesso dalla segreteria del partito, ma non basta: si vuole che lasci anche la presidenza di quella commissione e nella vana attesa si cancella il suo contributo domenicale a Radio Radicale. Daniele si rende conto di essere caduto nella fossa dei leoni e non ci sta: non partecipa alle riunioni del partito, ma conserva la tessera e versa regolarmente la contribuzione - piuttosto alta - come deputato alle casse sempre esangui del partito stesso. I leoni, soprattutto il vecchio, non perdonano ed ecco la pannellata di alcuni giorni fa. Nell'ultima riunione del vertice del partito, vari oratori si alternano alla tribuna per descrivere il Daniele come un assenteista e un mezzo fannullone. Viene approvato quindi, a maggioranza, ma schiacciante, un articolo che il Governo avrebbe dovuto inserire nel suo disegno di legge sulle prerogative parlamentari e sulle spese della politica. Il che per fortuna non è avvenuto. In breve si doveva far conoscere ai cittadini e mettere l'interessato al pubblico ludibrio le attività e le iniziative d'ogni singolo parlamentare, comprese le presenze e altro ancora non ben specificato. Insomma una sorta di schedatura, in questo caso ufficiale perché fatta dagli uffici delle Camere. Un' iniziativa quindi quanto meno inopportuna. Vi pare possibile che possano essere registrati i tempi di assenza di un deputato che va in bagno o alla buvette e quante volte? Vi sembra giusto che il povero Daniele non possa dire alla moglie ( non so nulla di lui, e tanto meno se è sposato, se ha figli o se si trova in una coppia di fatto) che va alla Camera, mentre va da un'altra parte? Tutto questo, caro Marco, mi ricorda la mia insegnante di terza elementare che aveva un registro personale dove segnava quante volte noi bambini chiedevamo di andare a far pipì. Non era una maestrina dalla penna rossa, ma un duro sergente dei bersaglieri pluripennuto, e spesso confondeva La Marmora con Garibaldi a causa della scarsa memoria. Aveva bisogno perciò del registro della pipì per non farsi imbrogliare.