Un recente studio rivela che le ossa fossilizzate del polso di un essere denominato "hobbit" sono di una specie distinta e non di un essere umano moderno ammalato, come si credeva. Un gruppo di esperti sostiene che le ossa dell'"hobbit" non hanno nulla a che vedere con quelle dell'"Homo sapiens" se non che sembrano quelle di una scimmia.
Nel 2004 aveva suscitato scalpore nel mondo scientifico la notizia del rinvenimento dell'"Homo floresiensis". Si sosteneva che i resti appartenessero ad un pigmeo portatore a livello di cervello di un difetto conosciuto come microcefalismo (patologia neurologica per cui la circonferenza del cranio è inferiore alla norma).
I recenti studi hanno fugato tutti i dubbi. In particolare, è stato osservato come le ossa del polso dell'"hobbit" sono primitivi e si sono formati in maniera differente rispetto all'essere umano moderno compreso l'uomo, estinto, di Neanderthal. Il polso di questa creatura manca di una modificazione presente in altre specie umane, un polso che esercita forza lontano dalla base del pollice e attraverso il polso per poter acquisire una migliore capacità di controllo.
Il polso dell"hobbit" non presenta la stessa specializzazione dell'uomo moderno o dell'uomo di Neanderthal, conserva, al contrario, la stessa morfologia primitiva degli ominidi.
Le ossa dell'"hobbit", dell'età di circa 18.000 anni, sono state rinvenute nell'isola indonesiana di Flores, in una caverna di pietra calcarea in un sito chiamato Liang Bua. I ricercatori ritrovarono lo scheletro quasi intatto di una donna, che identificarono come LB1, vicino ai resti di altri otto individui.
Si ritiene che queste creature, alte circa un metro e dal cranio poco sviluppato,
abbiano sviluppato una statura corta per far fronte alle limitazioni alimentari imposte dal luogo. L'appellativo di "hobbit" discende dai personaggi ideati per la "Trilogia del signore degli anelli" dallo scrittore inglese Tolkien.
L'"Homo floriensis" apparteneva ad una specie distinta rispetto a quella degli uomini moderni.