MANIFESTO DEL FUTURISMO
"Le Figaro"
20 Febbraio 1909
1)Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità.
2)Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.
3)La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità penosa, l'estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.
Filippo Tommaso Marinetti
Questo è soltanto l'inizio del manifesto di Marinetti ma già si capisce che vuole rinnovare e rivoltare il mondo. " Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno." Sembra quasi un'anteprima di gesta spettacolari che dovevano, devono o dovranno meravigliare il mondo. "L'immobilità penosa, l'estasi ed il sonno" sono state scosse da un evento che Marinetti avrebbe con entusiasmo sottoscritto: colorare di rosso la fontana di Trevi. I più dementi hanno gridato allo scandalo, all'attentato. I più intelligenti hanno condiviso l'evento che con una piccola spesa ha fatto apprezzare le bellezze di Roma in tutto il mondo. L'immagine della fontana di Trevi tinta di rosso è stato un grande veicolo mediatico. Ora si conosce ufficialmente l'autore del gesto che ha preannunciato a breve un altro "colpaccio" di colore blu puffo. L'interesse per questa operazione "futurista" deriva dal fatto che improvvisamente scopriamo, con piacere, che esistono ancora o meglio stanno nuovamente germogliando menti libere, innovatrici, che rinfrescano la genialità del nostro appiattito pensare. Se riflettiamo bene l'evento non ha in sé temi filosofici, culturali o significati sottintesi. Forse, per dichiarata ammissione del nuovo nucleo futurista, ha nelle pieghe, una contestazione alle spese che il comune di Roma ha sostenuto per realizzare la seconda festa del cinema, con tanto di tappeto rosso. Il richiamo al rosso potrebbe avere il senso che gli autori del gesto hanno voluto sottolineare. L'evento però agli autori è scappato di mano. Definirsi "futuristi" ha sublimato la "casereccia" contestazione al sindaco di Roma. Quel che ne è nato si è trasformato in un evento "aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa." In altre parole noi tutti dovremmo qualcosa a chi improvvisamente ha risvegliato l'anima del futurismo che non è retaggio del passato ma che ancor oggi può e deve dire ancora molto. E' lo spirito che trova rinnovate spinte espressive, è il meravigliare, lo stupire. Marinetti ha diffuso nel mondo una voglia di ricercare nell'inconsueto la norma di vita, il gioioso modo di inventarsi il quotidiano, in barba ai grigi, ai monotoni, ai vecchi, seppur giovani, che la vita subiscono e non la cavalcano.