torna a "LaFolla.it" torna alla home page dell'archivio contattaci
cerca nell'archivio




ricerca avanzata


Google



contattaci

ingrandisci o rimpicciolisci il carattere del testo

speciale Carlo Goldoni
Goldoni librettista
di Carla Santini

Non tutti forse sanno che Carlo Goldoni fu anche un prolifico librettista per il teatro lirico. Qualche critico malevolo ha sommariamente giudicati i libretti goldoniani inferiori alle sue commedie. Tutto facile, come sparare sulla Croce Rossa. Il libretto d'opera è altro rispetto alla commedia in prosa, è una sorta di sceneggiatura al servizio del regista del film, per fare un'analogia cinematografica. Come al cinema lo sceneggiatore apparecchia la tavola affinché il regista possa gustare tranquillamente il pasto, prendendosi tutto o quasi il merito della riuscita del film, così nell'opera è il compositore che comanda e un buon librettista deve sentirsi solo collaboratore.

Il libretti di Goldoni, quindi, sono perfettamente in linea con la grande tradizione librettistica italiana del Settecento. Riccardo Bacchelli ebbe a stroncare con parole sprezzanti i librettisti italiani settecenteschi; della sua opera enorme ben poco è fruibile dal lettore del terzo millennio e forse un giorno sarà ricordato quasi esclusivamente per la legge di aiuto agli autori e agli artisti in difficoltà che da lui prende il nome, mentre tanti libretti sono ancora godibilissimi. Basti pensare, a questo proposito, alla trilogia di Lorenzo da Ponte per Mozart, "Don Giovanni", "le nozze di Figaro", "Così fan tutte", libretti irresistibili anche alla semplice lettura.

Qui entra però in ballo un secondo discorso. Il libretto, se pur perfetto, nulla può per restare nella storia se non incontra un grande compositore. Se, invece di Mozart, Da Ponte avesse incontrato un compositore mediocre nessuno si ricorderebbe di lui.

Goldoni non ha avuto la stessa fortuna del suo conterraneo e i suoi libretti non stanno in cartellone in tutti i teatri del mondo, né hanno avuto l'onore di essere tradotti in un film di successo, come è accaduto con il Don Giovanni.

Ai suoi tempi, comunque, tantissimi compositori si basarono sui suoi libretti, che furono a volte musicati anche da più autori. Molti di questi musicisti oggi non si incontrano neppure nelle enciclopedie musicali, ma qualcuno fa parte ancora, e non in ruoli secondari, della storia della musica, come Cimarosa, Scarlatti, Salieri, Paisiello, Piccinni, Vivaldi, il prediletto Galuppi; per non parlare di Haydn, che musicò "La cantarina" e "Lo speziale". Anche Mozart mise in musica un libretto goldoniano "La finta semplice" che però è considerata un'opera minore del Maestro salisburghese.

Anche nella librettistica, comunque, Goldoni riuscì a far sentire la propria personalità, introducendo un dialogo più libero e sciolto rispetto alla tradizione napoletana, calibrando le ariette in modo da non stravolgere e rallentare l'azione scenica, creando veri personaggi e non caratteri stereotipati. Un innovatore e un riformatore anche in questo campo, dunque.

Commenta Manda quest'articolo ad un amico Versione
stampabile
Torna a LaFolla.it