Una ridente cittadina portoghese di 50.000 abitanti caratterizzata da uno sfarzoso convento-palazzo settecentesco: siamo a Mafra, 35 chilometri da Lisbona. Nelle eleganti sale del Palacio Nacional, ex residenza dei re del Portogallo, il premier Socrates, presidente di turno del Consiglio Ue, ha organizzato una tre giorni (dal 26 al 28 ottobre) volta a sanare le divergenze con il grande vicino orientale dell'Unione. Numerose le questioni sul tavolo, cordiali e distesi i colloqui ma molto pochi gli accordi trovati: la Russia sta tornando ad essere economicamente forte e la sua ritrovata posizione gli permette di far valere le sue ragioni di fronte ad una Unione Europea con troppe teste.
La politica estera è stata il primo argomento toccato; la critica russa alle sanzioni americane inflitte all'Iran ha immediatamente riscaldato gli animi e evidenziato come il presidente Putin si sia allontanato, rispetto all'inizio del suo mandato, dalle posizioni filo-atlantiche sostenute dalla maggior parte dei paesi Ue. Molto più vicina alla Russia la posizione di alcuni rappresentanti europei riguardo l'indipendenza del Kosovo: il Cremlino teme uno sviluppo imprevedibile e drammatico degli avvenimenti balcanici in caso di un riconoscimento ufficiale di sovranità perciò, pur basandosi sul cauto rispetto dei principi del diritto internazionale, sostiene la posizione serba e di quei paesi europei che, come Spagna e Grecia, hanno preso una netta posizione anti-britannica rifiutando con forza l'ipotesi dell'indipendenza e preferendo la strada (tuttora remota) dell'autonomia. La mancanza di una soluzione condivisa allontana il termine della questione ma, probabilmente, su questo fronte saranno possibili dei fruttuosi punti di incontro (soprattutto legati all'eventuale ingresso della Serbia nell'Ue).
Altro caldo argomento trattato è stato lo scudo spaziale americano. Putin, pur ammettendo le dovute differenze e i più distesi rapporti tra i principali attori della politica mondiale, ha paragonato la situazione attuale a quella che si verificò, a parti inverse, all'inizio degli anni '60: la crisi dei missili cubana rappresentò, infatti, il momento più teso tra le due superpotenze, probabilmente l'avvenimento che ha fatto maggiormente temere per lo scoppio di una guerra nucleare. Allo stato attuale gli Stati Uniti non hanno nessun bisogno di una nuova crisi perciò, tramite una dichiarazione del Segretario alla Difesa Robert Gates, hanno fatto sapere che la eventuale e ben accetta collaborazione russa farebbe slittare in avanti i piani di attivazione dello scudo.
Dal punto di vista dell'economia il vertice si è rivelato assai proficuo e una bozza di documento concordato a riguardo dovrebbe arrivare molto presto. I negoziati sulla partnership sono in fase avanzata (attualmente la Russia è il terzo partner dell'Europa dopo Usa e Cina) e il segnale concreto della strada intrapresa è la firma di un accordo sul commercio dell'acciaio. Ma anche sul piano economico non mancano le difficoltà: numerose divergenze sul settore energetico (soprattutto riguardo la posizione dominante dei fornitori di gas), la riluttanza europea ad appoggiare la richiesta russa di aderire all'Organizzazione mondiale del commercio e il veto polacco alla firma del concordato (a causa di un embargo russo sulla carne proveniente dalla Polonia) sono stati i punti caldi discussi nel vertice. Putin ha inoltre lanciato una sfida ai piani alti dell'Unione europea per limitare gli investimenti stranieri nelle "sue" reti energetiche: "l'Europa, terrorizzata dall'arrivo di magnati russi che comprano tutto coi loro sporchi soldi, investe oltre gli Urali ben dieci volte di più rispetto a quanto noi investiamo nei paesi Ue: Trenta milioni di euro rispetto a tre: Non so se sono tanti ma è giunto il momento di invertire questa tendenza".
Nella conferenza stampa conclusiva il presidente russo ha voluto, inoltre, chiarire, la sua posizione riguardo le prossime elezioni. Putin ha seccamente smentito l'ipotesi di una modifica alla costituzione per poter lasciare il potere nelle sue mani: a marzo verrà eletto un nuovo premier e sarà sotto il suo comando che il mondo assisterà al ritorno della Russia tra le potenze mondiali.