USA Germania 2003
Regia: Wolfgang Petersen
Sceneggiatura: David Benioff
Durata: 161'
Interpreti: Brad Pitt (Achille), Eric Bana (Ettore), Orlando Bloom (Paride),
Diane Kruger (Elena), Peter O'Toole (Priamo), Rose Byrne (Briseide)
Genere: Dramma
Censura USA: Restricted
Circa 3000 anni fa Agamennone , un re greco pieno di mire imperialiste, decide
di conquistare Troia con il pretesto di vendicare l'onore di suo fratello
fratto becco dal bel Paride. E' costretto a portarsi con se l'altero Achille,
terribile guerriero che si preoccupa solo che qualcuno parli di lui per i
prossimi mille anni. A Troia intanto Ettore, tutto casa e famiglia,
e' costretto a scendere in campo per colpa di quello sciupafemmine di suo
fratello.
Prendete un classico della letteratura mondiale come l'Iliade. Svuotatelo
della polpa piu' succosa e lasciate solo il guscio.
Procuratevi ora un budget quasi delle dimensioni dell'intero prodotto interno
lordo della Grecia attuale. Farcite l'interno con cultura popolare del tipo
Achille che sembra Superman o con riferimenti moderni come lo sbarco in
Normandia. Date una pennellata di "politically correct", indispensabile per un
blockbuster (Achille e Patroclo sono cugini e non piu' amanti, il cattivo
Agamennone finisce ucciso). Aggiungete ora una buona dose di computer grafica
per realizzare battaglie con migliaia di comparse artificiali. Cosa ottenete?
Gia'. E' questo il punto.
Da buoni Europei che ancora ci ricordiamo " del pelide Achille l'ira funesta"
o de "l'aurora dalle cerulee dita" puo' sicuramente dispiacere che il film non
si preoccupi di offrirci alcuna suggestione della Grecia classica. Manca
sopratutto la vita che scorre su due piani paralleli, quello dei mortali e
quello degli dei dell'Olimpo, pronti con le loro beghe ad influenzare i
destini degli eroi di questa terra. Il film ha una visione rigorosamente
terrena ("ti accorgerai presto che l'amore verso gli dei e' un amore senza
contraccambio " dice Achille alla sacerdotessa Briseide) e Achille e'
rappresentato come un campione che crede solo nelle proprie capacita'.
E' assente inoltre una una scenografia che cerchi di rievocare le bellezze dei
monumenti antichi (Troia appare bianca e spoglia sotto il sole) e ci fa
rimpiangere le fantasie gotiche realizzate per la trilogia de Il Signore degli
anelli.
Non possiamo pero' pretendere il film che avremmo voluto ma ci dobbiamo
domandare piuttosto che cosa ci e' stato proposto.
Anche nel periodo glorioso dei peplum italiani degli anni '50-'60 c'era
l'abitudine di concedersi molte licenze sui testi originali ma forse i nostri
prodotti avevano il pregio dell'autoironia e di non voler essere piu' di quel
che erano, cioe' dei film di intrattenimento.
Il "tallone di Achille" di Troy sta proprio nella pretesa di esser
maledettamente serio, di voler rifare il verso all'epopea antica per
costruire un'epica per l'uomo moderno.
Attraverso il protagonista Achille , molto ben reso da uno scultoreo Bradd
Pitt, sembra passare la visione americana di un uomo-mito che conta solo su
se stesso, geloso della propria indipendenza, cultore del "cogli l'attimo"
perche' la morte e' dietro l'angolo. Il giovane sceneggiatore David Benioff che
ha firmato il bello ed intenso la 25-ma ora , non sembra a suo agio nel
costruire dialoghi che debbono mescolare amori molto borghesi con brandelli
di filosofia sul destino dell'uomo, sulla gloria immortale e sul dovere
patrio.
Forse la parte piu' sincera del film, che avra' catturato l'attenzione del
pubblico americano, e' quella che tratta dell'inutilita' della guerra da cui
"niente di glorioso o di poetico puo' venire" e del principio affermato dal
vecchio Paride quando implora ad Achille la restituzione del corpo di suo
figlio: "anche tra nemici puo' esserci rispetto".
(Per gentile concessione di www.familycinematv.it)