Anche in occasione della mostra di Vasco Ascolini Palazzo Magnani continua a poporre gli appuntamenti con le visite guidate gratuite che si svolgono ogni domenica pomeriggio a partire dalle ore 17.30 con ritrovo per il pubblico in biglietteria di mostra. La visita prevede il solo pagamento del biglietto d'ingresso (intero Euro 5, ridotto Euro 4, studenti Euro 2).
Domenica prossima, 3 febbraio alle ore 17.30, sarà il direttore di Palazzo Magnani, Sandro Parmiggiani, ad accompagnare i visitatori lungo il percorso espositivo.
Si ricorda che dato il successo di pubblico e le prenotazioni di numerose visite da parte di gruppi organizzati e classi, la chiusura della mostra è stata prorogata a domenica 24 febbraio.
Si ricorda, inoltre, che è ancora possibile per i gruppi e per le classi interessate prenotare la visita telefonando direttamente in biglietteria (tel: 0522/454437) dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 19 oppure agli uffici di Palazzo Magnani (tel: 0522/444415-19) dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 13.
La mostra La vertigine dell'ombra, a cura di Sandro Parmiggiani e promossa dalla Provincia di Reggio Emilia, con il contributo di Fondazione Pietro Manodori e CCPL di Reggio Emilia, presenta, in quasi trecento immagini realizzate tra il 1965 e il 2007, l'intero percorso creativo del fotografo reggiano.
Nato Reggio Emilia il 10 maggio 1937 - la mostra si tiene, dunque, in occasione dei settant'anni dell'artista - Vasco Ascolini è attivo dalla metà degli anni Sessanta, e deve la sua iniziale notorietà alle fotografie realizzate negli anni Settanta ed Ottanta per il Teatro Municipale della città natale: immagini di volti e corpi di danzatori e mimi che emergono come sculture dal buio, colti in un frammento che irrompe nello spazio dell'immagine, avvolti in un nero profondo, impenetrabile, che caratterizzerà tutta la sua futura produzione. A partire dalla fine degli anni Ottanta, soggetto delle fotografie di Ascolini diventano gli scorci silenziosi e deserti delle città d'arte, le sculture nei musei e nei parchi, le antiche rovine, i reperti della follia e degli studi sullo squilibrio mentale colti negli ex-manicomi o in gabinetti scientifici, fino ai lavori più recenti: fotografie in copia unica, "sperimentali", ottenute attraverso un intervento diretto (bruciature, graffiature) sul negativo, che rivisitano il tema dell'onirico e del fantastico, dal quale Ascolini, attraverso la lettura costante dell'opera di Borges, si sente particolarmente attratto. In tutta la produzione degli ultimi vent'anni, Ascolini è rimasto fedele alle caratteristiche dell'esordio: fotografie in cui un'ombra cupa, nerissima, ha invaso parte dello spazio o si è insinuata, come una lama, dentro il corpo dell'immagine, che così si fa portatrice di un mistero e di una vertigine che meglio ci svelano, attraverso l'invisibilità di una parte, ciò che emerge nella luce e, per converso, sollecitano il nostro immaginario a pensare ciò che si cela nell'ombra. Altrettanto importanti sono i tagli volutamente asimmetrici adottati da Ascolini: frammenti che sono il presagio di un'assenza o di una presenza che sta per rivelarsi. Particolarmente significative, nell'attività di Ascolini, sono state le numerose committenze pubbliche affidategli, soprattutto in Francia - nel 2000 Ascolini viene nominato "Chevalier de l'Ordre des Arts et des Lettres" della Repubblica di Francia -, le quali hanno dato origine a numerose mostre personali. Ad Arles riceve nel 1990 l'incarico di fotografare la città - il lavoro viene presentato l'anno dopo ai Rencontres d'Arles, in un'esposizione personale intitolata Vasco Ascolini. Arles -; a Parigi, gli vengono successivamente affidati gli incarichi di fotografare gli interni e gli esterni del Musée Carnavalet, le sculture del Musée Rodin (sedi di Parigi e di Meudon) e del Musée du Louvre, il Parc de Saint-Cloud, il Parc Royal e i Jardins des Tuileries, l'Ecole Nationale des Beaux Arts. Realizza pure cicli fotografici al Musée Réattu di Arles, al castello e ai giardini di Versailles, all'Abbaye de Roseland e alla città vecchia di Nizza (incarico della Municipalité di Nizza), al Château de Châteaudun. In Italia, riceve committenze dai Comuni di Aosta e di San Giovanni in Persiceto (Bologna), dalla Soprintendenza Archeologica di Pompei e dal Comune di Mantova. Ascolini ha tenuto importanti mostre personali in musei e spazi espositivi d'Italia, Francia, Stati Uniti d'America, Canada, Finlandia, Portogallo, Grecia, Svizzera, Egitto; ha pure partecipato a varie mostre collettive in molti paesi, e le sue fotografie sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private. In occasione dell'antologica di Palazzo Magnani, è stato pubblicato un catalogo, edito da Skira, di 240 pagine, che riproduce quasi trecento immagini, con testi di Sandro Parmiggiani e Fred Licht, e una vasta antologia critica che riporta i testi fondamentali dedicati al lavoro di Ascolini, tra i quali quelli di Ernst Hans Gombrich, di Jacques Le Goff e di Aaron Scharf.
VASCO ASCOLINI. La vertigine dell'ombra. Fotografie 1965-2007
15 dicembre 2007 - 24 febbraio 2008
Palazzo Magnani, corso Garibaldi, 29 , Reggio Emilia
Orari: 10-13 / 15.00 - 19.00. Lunedì chiuso
Catalogo: Euro 32 nel bookshop di Palazzo Magnani (Euro 40 in libreria)
Biglietti: Euro 5 intero; Euro 4 ridotto; Euro 2 studenti
Per informazioni e prenotazioni: tel. 0522.454437; fax 0522.444436
e-mail: info@palazzomagnani.it; web: www.palazzomagnani.it