Carissimi lettori, qualche tempo fa, con l’entrata all’Eliseo di Macron e della sua “insegnante” Beatrice, salutai il completamento di quell’amore contrastato da molti tra la maestra e l’alunno. La conquista della prestigiosa casa francese da parte di un alunno per la verità molto bravo, concludeva la passione tra i due criticata da tanti, soprattutto tra i giovani. Ne parlai forse con troppo entusiasmo.
Oggi, invece, non posso apprezzare nulla di quanto ha detto il presidente francese a proposito dei movimenti populisti che sarebbero a suo dire “peggiori della lebbra”. Sommessamente diciamo a Macron che non vogliamo per nulla entrare nel merito dei contenuti del populismo ma vorremmo ricordargli una cosa fondamentale: proprio perché eletto direttamente da tutti i francesi e rappresentando per questo l’intero Paese, mai e poi mai, si può permettere di offendere platealmente milioni di italiani che, votando democraticamente Salvini e Di Maio, hanno chiesto di cambiare almeno qualcosa dell’andamento della politica nostrana e nel rapporto con l’Ue.
Non vorrei però che Macron stringesse un patto di ferro con la teutonica Cancelliera Angela Merkel che, pur non essendo stata eletta dal popolo, e pur essendo “solo” la rappresentante dei partiti che l’appoggiano, guida la superpotenza d’Europa. Un patto simile, tra un uomo che non esita a screditare un popolo intero e una donna che bada sempre al sodo pur di raggiungere i suoi scopi, rischia di mettere sotto scacco un Italia soffocata da 2300 miliardi di debito pubblico. L’offensiva è in corso sui migranti, sulla Libia, ma anche e soprattutto sulle nuove regole salva stati. Stia attento però Macron. Ci stia lontano, contro la lebbra non ci sono vaccini.
articolo pubblicato il: 22/06/2018 ultima modifica: 30/06/2018