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Fortebraccio, il ritorno
di Teddy Martinazzi

Durante le elezioni politiche del ’72, sugli spazi elettorali di tutta Italia apparve un manifesto in cui era scritto: “Tu voterai liberale. Perché” con sotto un grosso spazio bianco. L’idea era in realtà geniale, perché, qualche giorno dopo, negli spazi bianchi apparvero scritte sulla scuola, sull’economia e sulla sanità, sulle battaglie libertarie. Peccato però che, prima che fossero apposte le scritte esplicative, apparisse su “L’Unità” un corsivo di Fortebraccio che spiegava come, essendo il PLI un partito sul viale del tramonto, i vecchietti che ne facevano parte avevano scritto “Voto liberale perché”, non riuscendo però a trovare una semplice ragione per invitare a votare liberale, così da lasciare in bianco la seconda parte del manifesto.

In un certo senso è quello che sta accadendo oggi con il PD, che dà sempre più l’idea di un partito in cui non si riesce a trovare una linea programmatica su nessuna delle grandi questioni politiche attuali, e forse nemmeno in quelle meno grandi, o addirittura minuscole. I suoi esponenti, rigorosamente in ordine sparso, attaccano Salvini e Di Maio evocando scenari apocalittici sul nostro futuro in Europa, non capacitandosi che Salvini e Di Maio abbiano vinto proprio proponendo certe risoluzioni così demonizzate dagli esponenti del PD. Martina, che non si sa se del PD sia reggente, segretario o semplicemente tappabuchi in attesa del ritorno alla grande di Renzi, parla come se volesse convincere i telespettatori della follia che hanno fatto votando Lega e M5s; usa, talvolta, gli stessi toni dei fratelli separati di LEU, i quali danno più l’impressione di volersi immischiare nella vita del partito dal quale sono fuoriusciti che di sviluppare una propria linea credibile.

Come sono lontani i tempi di Fortebraccio, al secolo Mario Melloni, quando il PCI elaborava un proprio documento programmatico in cui venivano minuziosamente trattati tutti, ma proprio tutti, gli aspetti della vita del Paese, offrendo per ogni problema la soluzione proposta dalla direzione del partito.

Il PD, comunque, è in buona compagnia nelle prese di posizione avulse da proposte di risoluzione dei problemi. Esponenti di Forza Italia, capeggiati da Brunetta, attaccano il Governo dando l’impressione di non avvedersi che la linea che qualifica l’Esecutivo è quella di Salvini, ovvero la politica proposta in campagna elettorale dall’intero centrodestra, Forza Italia compresa; ricordano un po’ i vecchietti liberali che, secondo Fortebraccio, non si ricordavano cosa dovessero dire.

articolo pubblicato il: 28/08/2018 ultima modifica: 11/09/2018

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