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cronache
scienza o fine del mondo?

La fine del mondo in tribunale.

Un giudice delle Haway accoglie il ricorso contro il laboratorio europeo CERN perché non connetta l'acceleratore di particelle più grande del mondo.

Secondo il nordamericano Walter L.Wagner e lo spagnolo Luis Sancho la fine del mondo è molto più vicina di quanto si possa pensare. La fine del mondo potrebbe coimcidere, se nessuno lo impedirà, con la messa in moto prevista per la prossima estate del LHC, il più grande acceleratore di particelle mai costruito dall'uomo.

Quando la gigantesca macchina, l'anello di accelerazione ha un diametro di 27 Km, entrerà in funzione all'interno del laboratorio europeo di fisica del CERN, gli scienziati scateneranno forze di una magnitudo finora sconosciuta nell'universo dal momento della sua formazione, circa 13.700 milioni di anni, a seguito della esplosione che gli scienziati e l'opinione pubblica conosce come il cosiddetto Big Bang.

Per questa ragione, Sancho e Wagner hanno deciso di rivolgersi alla giustizia per bloccare o perlomeno ritardare l'attivazione dell'acceleratore fintanto che non siano sciolti tutti i dubbi sulla sicurezza. L'istanza è stata inoltrata al Tribunale di Honolulu, dove Wagner vive; sono stati citati oltre il CERN, anche il Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti, il laboratorio di fisica nordamericano Fermilab e la Fondazione Nazionale delle Scienze statunitense; quest'ultima perché direttamente coinvolta nella messa a punto dei sistemi di sicurezza.

La prima udienza è prevista per i primi giorni di giugno. Ma verosimilmente nessuno pensa che questa azione giudiziaria, i molti detrattori e oppositori possano bloccare un progetto così importante che ha visto in campo da molti anni enti internazionali.

Wagner e Sancho hanno in realtà dato voce ai tanti dubbi e ai timori che comunque serpeggiano negli ambienti scientifici. Tra i più sentiti, c'è la preoccupazione che nel momento dell'attivazione possano crearsi uno o più micro buchi neri, alcuni dei quali, invece di sparire, si stabilizzino e crescano fino a diffondersi in tutto il pianeta. Il secondo timore riguarda la possibilità che si formino poli magnetici di particelle "esotiche" che possano interferire sul lavoro dei nuclei atomici ordinari; da ultimo, che dei "quarks" generati duranti gli esperimenti si uniscano in forme differenti rispetto a quelle abituali contagiando tutta la materia terrestre col rischio di modificazioni importanti.

A 100 metri sottoterra al confine tra la Francia e la Svizzera, il grande acceleratore di particelle, il Lhc, si presenta come una cattedrale di cavi e acciaio disposta a carpire i segreti della nascita dell'universo. Come l'obiettivo di ricreare le condizioni seguite al Big Bang.

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