Dalle dichiarazioni esternate con gran rullìo di grancassa prima della giornata di digiuno per la pace e dai resoconti dei quotidiani, giovedì 5 marzo, si evince che importanti leader politici, notoriamente atei, hanno accolto con gran fervore l'appello papale.
Quelli che non hanno mangiato di magro sono stati, come ogni anno, i bambini di molte scuole elementari di Roma ed i loro insegnanti. Il mercoledì delle Ceneri non ha alcuna importanza per chi stabilisce i menù delle mense delle scuole elementari e materne, almeno per quanto riguarda alcuni Municipi.
Non è che i menù scolastici non prevedano giorni di magro; proprio il giorno prima, martedì grasso, in molte scuole si è mangiato pesce, come accade giustamente due volte la settimana (un terzo giorno c'è la frittata o la mozzarella), ma quasi mai il pesce è previsto per il venerdì.
Una volta l'allora Sindaco Rutelli fece una circolare per salvaguardare i venerdì di Quaresima; peccato che arrivò agli uffici periferici a ridosso di Pasqua.
Con questo non vogliamo affermare che le problematiche religiose non vengano tenute in conto nelle scuole romane: i piccoli musulmani ed i piccoli ebrei il mercoledì delle Ceneri non hanno mangiato prosciutto, in quanto, a richiesta, è prevista anche una dieta alternativa senza carne di maiale. Gli ebrei appartenenti a famiglie ortodosse non mangiano nemmeno uccelli che non volano, ovvero carne di pollo e di tacchino (per i pesci che non nuotano non c'è problema, perché i crostacei non sono previsti per nessuno).
Giustissima questa attenzione per le credenze religiose, solo che magari tra quei tanti bambini (e insegnanti) costretti a mangiare prosciutto nel giorno delle Ceneri ce ne poteva essere anche qualcuno cattolico. Chissà.