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attualità scientifica
freddo fuori, caldo dentro

La sonda Mars Global Surveyor seguita a fornire informazioni importantissime per la conoscenza del pianeta rosso.

La teoria più diffusa fino a poco tempo fa delineava Marte come un pianeta freddo, mentre grazie alla sonda gli scienziati del Jet Propulsion Laboratory hanno ipotizzato che l'interno del pianeta sia costituito da una massa fusa di ferro, o quantomeno non del tutto solida. L'interno di Marte sarebbe dunque simile a quello della Terra, come a quello di Venere, anche se all'esterno la temperatura è molto diversa.

Alex Konopliv e Bill Folkner, del JPL, utilizzando il metodo Doppler applicato alle onde radio della sonda, hanno calcolato che lo spostamento dell'asse del pianeta implica una completa rivoluzione ogni 170mila anni.

Questo dato permette di calcolare la quantità di massa concentrata che forma il nucleo del pianeta, composto di ferro e zolfo.

Un altro elemento di calcolo è costituito dall'effetto di marea provocato dall'attrazione solare.

Dallo studio di questo effetto è stato possibile stabilire che Marte non è affatto costituito da una bolla di ferro solido (e freddo), ma dimostra una flessibilità, sia pur minima, che denota la sua parziale fusione interna.

Due metodi di calcolo diversi hanno portato alla medesima conclusione.

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