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ritrattino
Emilio Salgari
di Manlio Morandi

Il pirata di Mompracem si era prontamente rimesso da quella terribile commozione. La sua faccia, quantunque ancora alterata, aveva ripreso la sua fiera espressione che incuteva rispetto e terrore ai più coraggiosi, e sulle sue labbra, quantunque un po' scolorite, errava un malinconico sorriso.

Grosse gocce di sudore imperlavano però la sua ampia fronte, lievemente corrugata, e una fiamma sinistra brillava in quegli sguardi che penetravano nel più profondo dei cuori.

- È passata la tempesta? - chiese Yanez, sedendosi accanto a lui.

- Sì - disse la Tigre, con voce sorda.

- Ogni volta che tu odi un nome che ti ricorda Marianna ti agiti e stai male.

- Ho troppo amato quella donna... Yanez. Quel ricordo così bruscamente evocato mi ha fatto più male di una palla di carabina che fosse entrata nel mio petto... Marianna, mia povera Marianna!

Un secondo singhiozzo lacerò il petto della Tigre.

Coraggio, fratello mio - disse Yanez, che era assai commosso. - Non dimenticare che tu sei la Tigre della Malesia.

Come dimenticare questi straordinari personaggi che hanno accompagnato la nostra gioventù?

Per molti di noi la prima vera lettura e per questo rimasta indelebile nella memoria. ......Yanez accese l'ennesima sigaretta.... Quante volte nel corso della vita portandoci alle labbra una sigaretta abbiamo pensato che era l'ennesima e abbiamo pensato a Yanez!

Tante avvincenti avventure che abbiamo vissuto con l'immaginazione che ci hanno portato per mari e continenti a noi sconosciuti. Perché il grande successo di Emilio Salgari? Forse perché ha scritto cose con una stupenda immaginazione, non avendo mai visitato i luoghi che descrive ed avendo messo piede su di una barca una sola volta lungo le coste dell'Adriatico.

Nato a Verona il 21 agosto del 1862 ebbe una vita travagliata e sfortunata. Incapace di gestire il suo grandissimo successo editoriale ed incapace di trarne quei profitti che avrebbe meritato.

Sfortunato anche nella vita privata si suicidò nell'aprile del 1911, seguendo una tragica tradizione di famiglia, ( il padre si era suicidato nel 1889 )continuata anche dal figlio Romero nel 1931. Fu autore di oltre duecento romanzi. Forse noi tutti gli dovremmo un poco di gratitudine per i bei momenti che ci ha fatto vivere.

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