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arte e mostre
Parmigianino e il Manierismo Europeo
di Sergio Gigliati

Continua nei sontuosi spazi della galleria nazionale di Parma la grande mostra dedicata a Gerolamo Francesco Maria Mazzola detto, il Parmigianino.

La mostra, che chiudera' i battenti il prossimo 15 maggio, e' dedicata a colui non a torto considerato uno dei fondatori del Manierismo europeo.

Trenta opere, eccezionalmente concesse in prestito da alcuni tra i maggiori musei mondiali, e circa 80 disegni condurranno il visitatore attraverso un percorso espositivo articolato su piu' sezioni che offrono la possibilita' di approfondire non solo la cultura del '500 Parmense, ma in generale la l'arte e la cultura del '500 italiano, in particolare, ed europeo in generale.

Nato a Parma nel 1503 il Parmigianino fu uno dei maggiori discepoli del Correggio. Nei suoi brevi ma intensi anni di vita (si spense a Casalmaggiore nel 1540) egli interpreto' in senso completamente manieristico l'opera del maestro volta ad aprire la via al Barocco; anzi si potrebbe non a torto dire che l'arte del Correggio, che scavalca il problema del manierismo, e' ritardata proprio dal suo discepolo.

E' un temperamento privo di religiosita' e sentimentalismi quello del Parmigianino che lo porta, sin dalle prime opere, a lavorare in modo atipico: non c'e' fretta nei suoi dipinti che spesso rimangono incompiuti. Il lavoro e' spesso ricercato intorno ad un'immagine: nei ritratti e' eccezionalmente abile ad individuare i piu' sottili dettagli, l'eleganza delle vesti ed il maniacale particolarismo dei ricami. Ma il risultato e' trasposto in una dimensione astrale, quasi non terrena. E' il caso del ritratto di Galeazzo Sanvitale, nel quale l'osservatore e' catturato piu' da un'impassibile geometricita' del disegno, dallo sguardo fisso nel vuoto del personaggio, che dalla complessita' della tela in se stessa. C'e' una profonda diversita' tra le opere del Correggio delineate dalla calda umanita' espressa dai ritratti e quelle del Pamigianino che ne contesta in tutti i modi la naturalita' opponendogli una vera e propria artificialita' dell'immagine.

La mostra di Parma permette di ricostruire una sorta di "biografia" umana dell'autore, prendendo lo spunto dai primi ritratti dell' artista (famoso e' l'autoritratto allo specchio curvo realizzato all'eta di 21 anni) per arrivare alle ultime opere del 1540. E' possibile riscontrare nelle prime opere una chiara sicurezza nello stile, nei mezzi a disposizione, una sorta di ebbrezza pittorica che sfocia in virtuosismi intraprendenti. L'ultima fase della vita viceversa, vede nel Parmigianino un uomo stanco, fortemente provato nel fisico e nell'orgoglio: sono questi i segni che si riscontrano nel tardo autoritratto realizzato nel 1540.

Infine l'alchimia, la vera, unica, gran passione dell'artista per la quale lascera' incompiute numerose opere. Ed e' forse questa sua sviscerata debolezza per una scienza arcaica che fa rivivere questo suo temperamento improntato all'irrequietezza in tutte le sue opere.

Nell'insieme la mostra offre, comunque, uno spaccato complessivo del Manierismo europeo; il percorso e' infatti arricchito da diverse tele d'importanti artisti dell'epoca: dal Correggio al Giulio Romano, dal Veronese alla scuola di Fontaibleau.

Contemporaneamente a Casalmaggiore (dove si spense l'artista) si terra' dall'8 al 15 maggio una mostra incentrata sulla passione dell'artista "La pratica dell'Alchimia".

PARMA
Galleria Nazionale
Palazzo della Pilotta
Fino al 15 maggio
Aperta tutti i giorni dalla 9.30 alle 19.30
Sabato: 9.30 - 22.30
Biglietti :
Interi 10 Euro
Ridotti 8 Euro
Scuole 4 Euro

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