Uno studio dei professori Jonathan Adelman e Agota Kuperman, pubblicato integralmente dal "Denver Post", dimostra la progressiva diminizione dei cristiani nei Paesi islamici.
La causa di un'emigrazione che ha preso i connotati della fuga di massa si deve alla pressione dell'integralismo islamico e non solo alla situazione economica o di conflitto, specialmente in Medio Oriente. Certo è che gente le cui famiglie hanno vissuto per duemila anni in un certo posto non l'abbandonerebbero se la situazione non si fosse fatta insostenibile.
Negli ultimi dieci anni è emigrata clandestinamente la metà dei cristiani iracheni, in Sudan da vent'anni a questa parte sono morte due milioni di persone, tra cristiani e animisti, in Afganistan l'applicazione rigorosa della legge coranica ha fatto chiudere tutte le chiese, in Iran la piccola minoranza cristiana è perseguitata e i convertiti sono condannati a morte.
Anche nei Paesi formalmente amici dell'Occidente la situazione è drammatica. In Arabia saudita, semplicemente, non è possibile essere cristiani e in Egitto la legge proibisce le conversioni e pone enormi difficoltà alla costruzione ed al restauro di chiese.
I cristiani se ne vanno anche dalla Terrasanta. Nei Territori palestinesi, fino ad una cinquantina di anni fa, il 15 per cento della popolazione araba era di religione cristiana; oggi, nonostante a Gerusalemme ci siano ancora seicento chiese, i cristiani sono appena il due per cento della popolazione. Betlemme e Nazaret, un tempo città a maggioranza cristiana, sono diventate città musulmane, come è accaduto in alcuni quartieri della città vecchia di Gerusalemme, dove i cristiani, da maggioranza, si sono trasformati in una esigua minoranza (2,5%); tutti gli altri se ne sono andati, in gran parte a Sydney.
Ma, al di là dello studio del Denver Post, la situazione è così sintetizzabile: in Algeria spesso le ragazze cristiane sono costrette a sposarsi musulmani, in Azerbaigian le chiese armene sono chiuse, persecuzioni di cristiani si hanno nel Tagikistan, in Marocco, in Iran, nei paesi dell'Africa in cui il fondamentalismo ha preso il sopravvento.
Anche in Asia la situazione non è migliore, basti pensare a quello che è successo a Timor Est, quanto sta succedendo in Indonesia, alle persecuzioni in Birmania,in Brunei, in Bangladesh.
In gran parte del mondo i cristiani sembrano vivere ai tempi di Diocleziano.