Si è appena inaugurata presso il Museo d'arte delle Generazioni italiane del 900 "G. Bargellini", che ha sede nell'antico silo granario di Pieve di Cento (Bologna), una grande mostra promossa da Il Moro Archivio arti visive di Firenze, che prende il suggestivo titolo da un saggio dello storico dell'arte Giorgio Di Genova, Per una classicità moderna. L'altra faccia del Rinascimento, che definisce alcuni aspetti e contributi dell'esperienza dell'astrazione a Firenze, oltre "Astrattismo Classico", che nella continuità e nello sviluppo delle problematiche della ricerca artistica contemporanea, risultano nel loro complesso estremamente interessanti e degni di essere "storicizzati" e ricostruiti criticamente.
Le radici della civiltà fiorentina sono rivendicate come aspetto primario non solo e non tanto in relazione al passato, quanto piuttosto al presente e al futuro, da operatori la cui storia parte nel dibattito culturale artistico della città, dall'immediato dopoguerra agli anni Settanta: da Numero di Fiamma Vigo, anni Cinquanta a il Fiore diretto da Diana Baylon, anni Sessanta; dal Segno Rosso, 1964-65 a Inquadrature di Marcello Innocenti, 1970; dallo Studio d'Arte Il Moro, 1971 a Nascita di una Morfologia Costruttiva, 1972, hanno contribuito in modo determinato e coerente a cogliere il nesso, tra produzione artistica e società.
Il Moro Archivio-Arti visive di Firenze presenta in questa mostra tredici artisti: Nadia Benelli, Mauro Bini, Franco Bulletti, Emilio Carvelli, Desireau, Paolo Favi, Natale Filannino, Fabrizio Gori, Piero Gensini, Marcello Guasti, Gabriele Perugini, Bruno Pecchioli, Franco Rosselli, attraverso un'ampia selezione di opere (circa centocinquanta), che coprono un arco creativo di oltre quarant'anni, realizzate da artisti che, per nascita, appartengono alle generazioni dagli Anni Venti ai Cinquanta.
Il catalogo della mostra (il Moro Archivio - Edizioni Bora), progettato dal grafico Alessandra Forlani, oltre al saggio di Di Genova, comprende le riproduzioni a colori delle opere esposte, le biografie dei tredici artisti presenti ed un testo introduttivo di Giulio Bargellini, fondatore del museo Pievese, e del direttore artistico del museo Giorgio Di Genova.
Il corposo saggio di Di Genova descrive con puntuale sensibilità il clima culturale nel quale si sono formati i tredici artisti, comparando il loro lavoro alla storia e al classicismo rinascimentale, al quale, anche inconsciamente, si richiamano per costruire il loro percorso, spesso ricco e originale, nel campo della creazione astratta. In vero può apparire, ad un primo approccio, paradossale il riferimento dell'astrattismo fiorentino alle grandi invenzioni rinascimentali della città medicea. La mostra ci vuole, invece, dimostrare quanto, coerentemente, gli artisti qui considerati si siano mossi nel solco della più autentica tradizione fiorentina e toscana, di "quella classicità - scrive Di Genova - che si fondava sul calcolo matematico e sulla geometria".
Gli artisti de Il Moro - ci dice Di Genova - "hanno raccolto il testimone delle idealità del Rinascimento, ovviamente secondo l'ottica e l'estetica dell'arte moderna, che ha saputo spogliare l'esprit de géometrie dei panni figurativi, obbligati in un'epoca in cui le composizioni geometriche erano riservate alle sole funzioni decorative".
Lo Studio d'Arte Il Moro di Firenze è stato fondato nel 1970 da Mauro Bini e Bruno Pecchioli definendosi poi Centro Culturale Autogestito nel 1972, con Giampiero Avanzini, Nadia Benelli, Mario Daniele, Paolo Favi, Natale Filannino, Alberto Gallingani, Fabrizio Gori, Leonardo Papasogli e Franco Rosselli. Fin dall'inizio il Centro ha svolto una duplice funzione, quella di promuovere una attività culturale ed espositiva rivolta al dibattito che avveniva sul piano nazionale, attraverso i gruppi autogestiti, che in quegli anni nascevano in ogni parte d'Italia (v. I° e II° rassegna dei gruppi autogestiti in Italia, ed. Il Moro), e quella di dare un sostegno alla ricerca degli artisti componenti il gruppo del Centro, che si concretizzò con la pubblicazione del manifesto Nascita di una Morfologia Costruttiva, redatto da Ugo Barlozzetti nel 1972.
Intensa l'attività espositiva (più di cinquecento mostre in ventitré anni di attività) del Centro fiorentino, cui nel corso degli anni si sono avvicinate numerose personalità, non fiorentine, alcune delle quali di rinomanza nazionale.
Intensa anche l'attività editoriale de Il Moro: oltre ai numerosi cataloghi di mostre personali sono da citare i volumi: Nascita di una Morfologia Costruttiva, 1973; Arte contemporanea e discriminazione assiologia / un' ipotesi morfologica di Eugenio Miccini, 1975; I° rassegna gruppi autogestiti in Italia, 1980; Firenze Ricerca/Arti visive- documenti dal dopoguerra ad oggi, edito in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura del Comune di Firenze, 1987; Mail Art internazionale, 1989; Il Moro / Arti visive vent'anni di attività, 1970-1990.
Lo Studio d'arte Il Moro di Firenze chiude la sua attività espositiva nel giugno 1993; da quella data nasce Il Moro Archivio - Arti visive che organizza mostre, dibattiti, conferenze, intese a valorizzare coloro che operano nel campo della ricerca nazionale e pubblica un bollettino trimestrale, fino al 1999 in forma cartacea, e attualmente on-line su di un sito proprio e uno collegato alla rete civica del Comune di Firenze.