Fino a non molto tempo fa, per diventare medici di famiglia ci si iscriveva in una graduatoria e, dopo guardie festive e sostituzioni di colleghi in ferie, prima o poi si riusciva ad aprire un proprio studio. Recentemente è stata creata una specializzazione ad hoc, con il risultato che in Italia non esiste la possibilità di esercitare la professione medica se non si è specialisti. C’è solo un piccolo, trascurabile dettaglio: i posti disponibili nelle scuole di specializzazione sono in numero decisamente inferiore a quello degli studenti che ogni anno escono dalle facoltà. Di ciò nessuno al Governo, in questo come nei precedenti, sembra essersi mai minimamente preoccupato, come nessuno sembra preoccuparsi del fatto che stanno per andare in pensione migliaia di medici di famiglia che iniziarono a lavorare ai tempi della riforma sanitaria.
Ma la politica, soprattutto a sinistra, si preoccupa d’altro, in particolare, secondo Zingaretti che debba essere presto approvato lo ius soli. Il diritto spetterebbe solo a chi nasce sul territorio italiano; bisognerà poi decidere cosa farne della madre, se questa non fosse in possesso dei titoli per rimanere in Italia. Affidarsi al modello Bibbiano o lasciare che viva insieme al figlio italiano? Ed il papà? E i fratellini maggiori? Dimenticarsi poi dei nonni? Suvvia!
Altre priorità, come il lavoro che manca, il costo della vita che aumenta senza che salari e pensioni si adeguino, l’incertezza di tanti per come sarà il proprio futuro e quello dei propri cari sembra non sia motivo di dibattito o di minimo interesse. Adesso per fermare l’avanzare del centrodestra si sono inventate le “sardine”, come fino a poco tempo fa c’era, o forse c’è ancora, il “popolo viola”, che oltre a vestirsi con capi violacei non si sa bene quali obiettivi perseguisse. Anni fa c’erano i “girotondisti”, signore e signori anche d’età avanzata che facevano il girotondo come quando erano bambini.
Salvini è stato ancora una volta incriminato per aver tentato di far rispettare decreti regolarmente firmati dal Presidente della Repubblica e molti ne gioiscono, nella certezza che questa volta non ci saranno in Parlamento i voti sufficienti per salvarlo. Tutto ciò ricorda stranamente certe richieste di rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi, una delle quali mentre stata presiedendo una riunione tra i Grandi del mondo. La differenza è che in quei tempi lontani il Presidente del Consiglio veniva incriminato per questioni sue di imprenditore, mentre Salvini per aver cercato di impedire che francesi, tedeschi e spagnoli considerino l’Italia un posto dove possono fare quel che vogliono, come ai tempi in cui il Papato si metteva politicamente e geograficamente di mezzo ad impedire la formazione di uno Stato italiano.
A proposito di Papato; vista l’attenzione riservata dal Santo Padre alle religioni precolombiane e alla sua costernazione quando alcuni idoli Pachamama esposti a Santa Maria in Transpontina sono stati gettati nel Tevere, si potrebbe ovviare alla prossima mancanza dei medici di famiglia assumendo qualche migliaio di sciamani disposti a portare di qua dall’Atlantico i loro idoli e le loro erbe magiche. Che sia questo lo ius culturae di cui tanti parlano?
articolo pubblicato il: 19/11/2019 ultima modifica: 06/12/2019