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spettacolo
"K-19"
di Franco Olearo

UK/USA 2002
Regia: Kathrin Bigelow
Sceneggiatura:C. Cyle, L. Nowra
Interpreti: Harrison Ford, Liam Neeson
Genere: Drammatico
Censura Italiana: film per tutti
Censura USA: VM 13 anni

Siamo in Russia, nel 1991. La terza (ed ultima) guerra mondiale attuata con l'impiego di armi nucleari, non scoppia solo grazie al timore dei Russi e degli Americani di una immediata rappresaglia sul proprio territorio, nel caso in cui uno dei due osi sferrare il primo colpo. I sovietici, in affanosa rincorsa della tecnologia americana, debbono dimostrare di essere in grado di lanciare anch' essi un missile intercontinentale da un sommergibile a propulsione nucleare. Viene quindi dato ordine al capitano Alexi Vostrikov, comandante del nuovissimo sommergibile K-19, di recarsi nei pressi del circolo polare artico per lanciare un missile di prova; lo spionaggio americano sapra' certamente riconoscere la minaccia insita in quell'esperimento. Il capitano Alexi, deciso ed ambizioso, il suo vice Mihail Polenin, piu' umano e comprensivo ed un manipolo di marinai, alcuni giovani ed inesperti, altri vecchi lupi di mare, finiranno per combattere non contro nemico loro pari ma piuttosto contro le croniche inefficienze di una industria di stato.
La fuga di radiazioni dal nucleo del reattore che garantisce la propulsione al sommergibile diventa la fiamma alla quale marinai ed ufficiali rivelano di quale lega sono fatti: l'eroismo (l'episodio e' realmente avvenuto) di alcuni marinai che a turno entrano nella stanza del reattore per cercar di riparare il danno si scontra contro la pusillanimita' di altri e porta ad un punto di rottura i rapporti fra il comandante ed il suo secondo. Alla fine del dramma tutti avranno imparato il valore della solidarieta' e difenderanno con coraggio, una volta rientrati in patria, il loro comandante accusato di tradimento.
Lo spunto del film e' interessante (affascinanti le immagini del sommergibile che emerge dai ghiacci per lanciare il missile) ed i sentimenti espressi sono sicuramente nobili. Purtroppo la realta' spesso non e' immediatamente "cinematografica": l'angosciante e quasi noiosa continua rottura degli apparati di bordo e la conclusione inutilmente retorica davanti alle tombe dei marinai morti mettono del piombo a questa storia malinconica e costituzionalmente claustrofobica.

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