torna a "LaFolla.it" torna alla home page dell'archivio contattaci
cerca nell'archivio




ricerca avanzata


Google



contattaci

ingrandisci o rimpicciolisci il carattere del testo

attualità
le mogli degli dei

In alcuni Paesi dell'Africa equatoriale occidentale vige ancora la legge del trokosi, una pratica che prevede lo sposalizio di giovanissime vergini con gli dei (trokosi nella lingua ewé significa sposa degli dei). Si tratta di giovanissime che, a causa di delitti compiuti da parenti, magari un prozio o un bisnonno, sono obbligate a diventare mogli degli dei, più prosaicamente schiave sessuali dei sacerdoti che li rappresentano.
Il costume, molto diffuso in Benin, prevede che famiglie che devono espiare una qualsiasi colpa portino le loro bambine nei monasteri animasti per essere offerte in espiazione. Il "matrimonio" con gli dei può essere perpetuo o a tempo (tre o cinque anni), ma difficilmente una bambina che è andata sposa in un monastero può trovare qualcuno che se la sposi, finito il tempo, per cui restano tutte nelle pertinenze del monastero, come concubine di sacerdoti o di uomini addetti ai servizi, non trovando altra via di uscita.
Succede anche che se una bambina muore o se il sacerdote si stanca di lei la famiglia sia obbligata a rimpiazzarla con un'altra vergine. Questa usanza sembra sia nata circa quattrocento anni fa, per propiziare le vittorie in battaglia e la procreazione. Oggi si calcola che siano oltre ventimila, tra donne, adolescenti e bambine legate ai santuari.
Le spose prendono parte ai canti rituali, sono responsabili dell'acqua santa, cucinano, lavano, lavorano la terra. Quando giungono alla maturità sessuale, la loro servitù si allarga anche a quella sfera e non è difficile che si trovino a crescere anche dieci figli.
Malgrado che nei paesi interessati le organizzazioni legate ai diritti umani siano riuscite a far approvare progetti di legge contro il trokosi, l'influenza dei sacerdoti animasti fa sì che tutto rimanga come prima; pochi i casi di liberazione, dietro cospicui indennizzi che organizzazioni internazionali hanno offerto ai sacerdoti e, nel caso delle donne anziane, vi è l'impossibilità di ritrovare la propria famiglia e, con questa, la propria identità.

Commenta Manda quest'articolo ad un amico Versione
stampabile
Torna a LaFolla.it