Migliaia di bambine in Marocco sono costrette a fare le domestiche presso famiglie che le obbligano ad orari di lavoro fino a sedici ore al giorno, dalle sei del mattino alle dieci di sera, senza riposo settimanale né vacanze. I salari oscillano dai i dieci euro mensili per le bambine dai sette ai dieci anni ai cinquanta euro di quelle più grandicelle.
Solo a Casablanca, la città più grande del Marocco, ci sono più di ventimila bambine, anche di cinque anni, che lavorano come domestiche, provenienti da zone rurali ed appartenenti a famiglie numerose.
Normalmente sono le famiglie di origine che contrattano la cessione delle bambine con le famiglie interessate, anche se non mancano apposite agenzie di intermediazione. Nessuno si preoccupa della loro educazione e si calcola che oltre l'ottanta per cento delle domestiche non sappia né leggere né scrivere.
La maggioranza delle domestiche riceve regolarmente la visita dei propri familiari, ma solo perché questi vogliono impossessarsi dei salari delle ragazze. Molte soffrono di insonnia e qualcuna presenta sindromi autistiche. Spesso vengono castigate e solo pochissime si azzardano a denunciare gli abusi sessuali dei quali sono spesso vittime.