Carlo Marx
(Treviri 1818 - Londra 1883)
Il pensiero politico di Marx prende le mosse da Hegel.
Questi, per spiegare la storia, aveva preso a prestito il concetto, tutto logico, della "dialettica" di Platone (tesi - antitesi- sintesi). Una nazione si forma e si sviluppa (tesi); poi succede qualcosa per cui la medesima si scontra con un'altra nazione con la quale viene "alle mani" (antitesi); dal conflitto ne esce fuori un'altra nazione che è il meglio della prima e della seconda (sintesi). E così all'infinito.
Marx fa sua quest'idea e la applica a realtà più terrene: le classi sociali.
Sono le classi sociali a contrastarsi e a far nascere classi sempre più selezionate e più perfette. La storia, quindi, non è una rivalità tra nazioni ma tra classi. Le classi sociali dei suoi tempi erano, da una parte, i lavoratori, dall'altra, i padroni. I padroni hanno i mezzi economici per produrre, nelle migliori condizioni per loro, i vari beni, i lavoratori non hanno nulla, hanno solo le braccia e la prole, che mettono a disposizione dei padroni.
Secondo le previsioni di Marx i ricchi saranno sempre più ricchi ed i proletari sempre più poveri. Tra le due classi si svilupperanno tensione e odio. L'operaio lavorerà sodo, produrrà merce che varrà più di quanto il padrone gli darà per salario. L'operaio, per esempio, produrrà 100, sarà pagato 60, il rimanente 40 va ad ingrassare i profitti del padrone.
Il capitalista vorrà accumulare più profitti possibili; e per farlo vorrà pagare il salario più basso possibile e vendere le merci al prezzo più alto possibile. L'operaio vorrà il contrario. Lo scontro sarà inevitabile.
Non solo. Per incrementare i profitti cosa farà il padrone dovrà vendere di più. E questo significherà che dovrà perennemente gareggiare con gli altri padroni-produttori. Per vendere tanta merce dovrà vendere al prezzo più basso possibile. E quale voce dei costi di produzione dovrà limare? Vedrete, dice Marx, il padrone finirà con l'utilizzare manodopera meno costosa. Il ricco si arricchirà di più, il povero si immiserirà di più.
E ancora. Per stare al passo nella competizione, il padrone esigerà un surplus sempre maggiore dalla produttività dell'operaio. E avverrà : da una parte, poco salario e salario che si assottiglia, dall'altra, pretesa di produzione maggiore.
Inoltre. Marx constata che il progresso tecnico non migliora le relazioni degli individui tra loro. Le persone vengono isolate le une dalle altre, diventano reciprocamente estranee, timorose, insicure. Il capitalismo causa l'autoalienazione, cioè l'uomo altro da sé.
Infine. All'autoalienazione si accompagna il feticismo. L'adorazione dei prodotti del lavoro. Il valore viene dato alla cosa, non alla persona che l'ha creata.
Questo, quindi, è lo "scenario" che ha in mente Marx.
Non appena l'operaio si renderà conto di essere sfruttato, non appena "acquisirà una coscienza di classe", saranno dolori per il padrone. Sarà ineluttabile la rivoluzione. Sbocco finale ? Una nuova era. La società socialista.
Qualche annotazione critica.
La società senza classi e senza sfruttamento dei lavoratori? E' stato così in quelle parti del mondo dove per quasi un secolo si è applicato rigorosamente tale "verbo"? Sulla carta, al potere c'era il proletariato, nella realtà ad una classe di potenti se ne era sostituita un'altra, più crudele, più nefasta e più letale di quella abbattuta.
Qualcuno ha sostenuto che la pretesa di stabilire leggi storiche generali è inammissibile. Si può comprendere il passato, ma prevedere il futuro, come tenta di fare Marx, no.
Infatti, non ha azzeccato del tutto le previsioni. La storia ci mostra come non ci sia stato aumento della miseria degli operai, i quali lavorano meno ore, hanno più denaro e in genere hanno un tenore di vita più alto di quello degli operai di due secoli fa. Le relazioni tra proprietario e operaio sono vistosamente migliorati. Il capitalismo si è dimostrato sorprendentemente inventivo nel risolvere le difficoltà sorte al suo interno. I sindacati, le leggi antitrust, le misure di sicurezza sociale ormai sono patrimonio indelebile del mondo del lavoro, e non si può non sottolineare come abbiano solidamente contribuito e contribuiscano alla stabilità economica delle società capitalistiche, "vituperate società" di cui, tutti, indistintamente, a prescindere dal colore ideologico, assaporano nutrienti e cospicui frutti (denaro, divertimento, viaggi, casa al mare, in campagna, in montagna, borsa della spesa sempre colma, frigorifero pieno, un cellulare per ogni componente familiare, due/tre macchine a famiglia). Anche se qualcuno, ultimamente, vorrebbe "riconvertirci" a più sani principi con la "buona novella del piombo".