Mai come adesso, adesso che il Myanmar ha il cuore spezzato, il Far East Film Festival desidera celebrare il cinema birmano! Money Has Four Legs non è solo un film: è un film prodotto e co-sceneggiato da Ma Aeint, la stessa Ma Aeint che qualche anno fa, a Udine, ha preso parte alle sessioni di Ties That Bind e di Focus Asia. La stessa Ma Aeint che, lo scorso 5 giugno, è stata arrestata a Yangon senza una spiegazione. Di lei, al momento, si è persa ogni traccia e il regista Maung Sun (attualmente in fuga) ha spedito al Festival un prezioso videomessaggio che vedremo durante le dirette streaming del mattino. Money Has Four Legs, un film così pieno di sorrisi e di ironia, simboleggia per il FEFF 23 tutto ciò che il regime militare vuole soffocare e distruggere: la libertà individuale, collettiva, artistica.
Se Ma Aeint è, appunto, un esempio di forza e di creatività femminile, e ovviamente lo era anche prima del carcere, la quarta giornata del Far East Film declina quella stessa forza e quella stessa creatività attraverso i generi. Ecco, infatti, due dei titoli più attesi dell’intera selezione: Ito della regista Yokohama Satoko (anteprima europa) e Office Royale di Seki Kazuaki (anteprima internazionale). Entrambi giapponesi, e diversissimi tra loro, mettono al centro della narrazione la parola “donna”. Il primo, raccontando con delicatezza la storia di un’adolescente ribelle in cerca di un’identità e di un posto nel mondo, il secondo, raccontando con i colori sgargianti dell’ultra pop la guerra tra le insospettabili Office Lady di un’azienda di Tokyo. Una guerra vera, tutt’altro che metaforica, in cui le impiegate si contendono il territorio a furia di risse (botte da orbi, pugni a volontà, calci volanti)!
E il femminile plurale di domenica 27 giugno non si ferma qui: le donne, infatti, sono anche le protagoniste (loro malgrado) del documentario americano Assassins, firmato da Ryan White. Due donne che, credendo di partecipare a una candid camera, uccidono nell’aeroporto internazionale della Malaysia il fratellastro del dittatore Kim Jong-un. Ricordate l’episodio, rimbalzato nel 2017 in tutti gli angoli del pianeta? Una storia talmente vera da sembrare inventata!
Tra gli highlights da sottolineare con l’evidenziatore, vanno infine citati i due grandi cult della sezione-restauri (Execution in Autumn di Lee Hsing e Suddenly in the Dark Night di Go Yeong-nam), il super wuxia Kundo: The Age of the Rampant, con cui si apre il focus dedicato al mitico regista coreano Yoo Jong-bin, e One Second Champion (anteprima europea) dell’hongkonghese Chiu Sin-hang, dove la boxe incontra il fantasy.
articolo pubblicato il: 26/06/2021