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scommessa sulla libertà
di Gabriele V. R. Martinelli

La Folla era un periodico politico del secolo XIX. Rinasce oggi, con la doverosa specificazione del secolo XXI, con l'intento di esprimere il punto di vista indipendente di alcuni collaboratori, giornalisti professionisti, pubblicisti ed esperti di varie materie. Dire indipendente in un'epoca in cui tante testate dichiarano di esserlo ma sono tutt'altro potrebbe sembrare una ipocrita professione di una fede in cui molti fingono di credere, pronti a rinnegarla davanti alla migliore offerta.
La Folla non è in vendita. Vivrà fino a quando la redazione riterrà di avere qualcosa da dire, senza pastoie né mordacchie, nella certezza di offrire il proprio contributo di idee e di informazioni al popolo dei navigatori.
Nasce con pochi servizi, scritti in ore segrete, rubate al poco tempo libero di chi già scrive altrove per mestiere o di chi porta avanti da anni il desiderio di approfondire sempre di più una branca della conoscenza che lo appassiona.
La Folla è oggi come un bambino appena nato. Rispose profeticamente Benjamin Franklin a chi, osservando il volo di una mongolfiera, esprimeva dubbi sulla sua utilità, che non ci si deve aspettare nulla da un bambino appena nato, basta aspettare e vederlo crescere. Ma La Folla è anche un giornale che darà grande spazio alla storia, politica, militare, dell'arte, del pensiero, con l'obiettivo della ricerca essenziale della verità. Non ci saranno certezze assolute, tra di noi, evidentemente, ma quella di trovare la verità ci sembra la sola sulla quale sarà facile identificarci. Non vogliamo essere barocchi se citiamo qui, infine, il Cavalier Marino: Vecchio lattante, neonato antico.

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