La quasi assoluta fermezza con cui le autorità statunitensi si sono affrettate a definire incidente la caduta dell'aereo su Queens non ha sicuramente sortito l'effetto di allontanare dall'opinione pubblica il fantasma di un ulteriore attacco terroristico. Il governo U.S.A. non è nuovo a simili decisioni. Nei giorni successivi all'11 settembre illustri commentatori americani rimarcavano il fatto che dal lontano 1812, quando scoppiò una guerra di confine con le truppe britanniche del Canada (conclusasi due anni dopo con la pace di Gand) non si era più verificato un attacco al territorio degli Stati Uniti. Non è così. Il Giappone, durante la Seconda guerra mondiale, lanciò in via sperimentale diversi palloni aerostatici esplosivi attraverso il Pacifico. Uno di essi distrusse una fattoria, altri fecero danni minori. La linea adottata dal Pentagono fu quella di tenere rigorosamente nascosti i fatti. Il risultato fu che i giapponesi, non trovando traccia sulla stampa americana degli effetti dei palloni, ritennero di abbandonare il progetto, nella convinzione che le bombe eliotrasportate non avessero superato il Pacifico. Se, a quel tempo, la decisione di vietare la diffusione delle notizie impedì attacchi aerostatici su vasta scala, oggi gli effetti della caduta dell'airbus sono sotto gli occhi di tutto il mondo. Comunque siano andate realmente le cose, in tanti resterà il dubbio che si sia voluto coprire un attentato e che volare negli U.S.A. (e forse altrove) sia pericoloso. I terroristi, anche se stavolta probabilmente estranei, incassano tranquillamente un'altra vittoria.