La figura della moglie Loredana fa nuovamente capolino nella vita del commissario Luigi Gelsomino. È morta da più di 10 anni, ma lui non l'ha mai dimenticata. L'ha amata tantissimo e ha condiviso con lei anche le perplessità relative ad alcune indagini. La sera, a casa, durante la cena parlavano di tutto, anche dei rispettivi lavori, perché in certe situazioni parevano persino complementari. Lei infatti svolgeva la mansione di avvocato penalista ed era pure molto affermata sul campo. Era una bellissima donna, elegante e raffinata, con una grande passione per le camicie, sia a manica lunga che corta. Il marito, a distanza di anni, le faceva lavare ancora in lavanderia per tenerle pulite nei cassetti della camera da letto. Non riusciva a dimenticarla e ogni tanto si illudeva di poter parlare ancora con lei al telefono. Avevano cercato di avere anche un figlio, ma poi lei lo aveva perso a causa di un aborto spontaneo. Tuttavia il suo desiderio di maternità non si era arreso neanche dinanzi a questa disgrazia e aveva deciso di riprovarci. Ma la vita, come spesso accade, sa essere crudele e non lasciarci ne lo spazio ne il tempo per realizzare se non tutti, almeno la maggior parte dei nostri sogni, sia professionali che personali. E infatti il suo desiderio di diventare madre si è spento definitivamente quel terribile giorno innanzi al tribunale di Lecce, ove è stata colpita a morte da un'arma da fuoco. Non è stato trovato il colpevole e la pratica è stata fin troppo presto archiviata. Ma oggi suo marito ha deciso di riprenderla in mano e di vederci più chiaro al riguardo. È stato ritrovato morto fuori città il cadavere di Luca Primiceri, ucciso barbaramente dopo un rito a dir poco diabolico, che è stato, guarda caso, l'uomo che la moglie ha difeso e con il quale stava uscendo il giorno della sua morte dal tribunale. Era stato assolto e ora è stato ucciso. C'è forse un nesso tra le due morti? E poi è ancora forte la rabbia dei genitori, in particolare del padre, un uomo molto robusto e rozzo, del bambino di nome Ercole, morto sotto i ferri di Primiceri, accusato dalla famiglia di negligenza. A essere condannato al posto suo un giovane medico del suo team, che è stato difeso da un avvocato più debole del suo che non è riuscito a farlo assolvere. C'è forse dietro al suo omicidio la mano dei parenti del bimbo morto? Oppure si tratta di motivazioni di altro genere? E poi perché la moglie Lara pare esageratamente distaccata quando il commissario le comunica la morte e il ritrovamento del cadavere del marito? Possibile che non provi dolore per la disgrazia che l'ha colpita? Come riesce a rimanere così fredda? E se la sua fosse una freddezza solo apparente?
La Madre – terza indagine del commissario Gelsomino
Marco Lugli
Genere: Giallo procedurale
Pagine: 352
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Prezzo: 19,00 €
articolo pubblicato il: 21/10/2021