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cronache
la ciberguerra del Caucaso

Utenti di internet di Russia e Georgia hanno attaccato importanti siti di quello che considerano il rispettivo proprio nemico, una vera e propria battaglia che riproduce perfettamente quella che si combatte sul terreno.

Il sito del presidente georgiano, Mijail Saakashvili, e quelli del parlamento e della cancelleria sono stati presi di mira da hackers presumibilmente dalla Russia. Al contrario hackers georgiani sono stati accusati di menomettere siti russi e della repubblica separatista della Ossezia del Sud, appoggiata dalla Russia.

Esperti della sicurezza in internet sostengono che è inevitabile nel caso di conflitti il ricorso alla ciberguerra.

Da tempo si sa che esistono delle vere e proprie centrali criminali mondiali che si avvalgono delle competenze per imprese fraudolenti. Pare che i cinesi siano esperti nello spionaggio industriale, i brasiliani nelle truffe finanziarie e i russi nel settore della elaborazione degli strumenti base per diventare hackers. I software dei russi sono facilmente reperibili e scaricabili facilmente dalla rete. In Italia esistono delle vere e proprie bande organizzate di rumeni per la clonazione di bancomat e carte di credito.

L'affinamento e la profonda conoscenza dei sistemi operativi risale probabilmente per quanto riguarda i russi agli inizi degli anni novanta, che videro l'inizio dell'era di internet e lo sgretolamento dell'Unione Sovietica. Molti giovani russi videro nei computer il nuovo spirito imprenditoriale e la possibilità di guadagni importanti strettamente legati all'iniziativa personale. Si trasformarono ben presto in abili ingegneri del software.

Poco dopo furono in grado di competere ad armi pari con le menti brillanti di Silicon Valley.

Per tornare ai problemi tra Russia e Georgia, si è notato come siano stati e siano utilizzati metodi creati dai pionieri del cibercrimine.

Senza dubbio è più difficile coinvolgere hackers che lavorano per puro spirito nazionalistico e non per soldi; per questo motivo per la polizia è molto difficile intervenire e reprimere gli attacchi. Nel caso di frodi finanziarie il compito è facilitato perché è possibile seguire la rotta dei capitali.

Gli attacchi degli aspiranti hackers sono rozzi e mirano soprattutto a far collassare un sito sovraccaricandolo di traffico. Quelli degli hackers esperti mirano a manipolare il contenuto di un sito considerato sicuro verso altri siti.

Per evitare questi problemi, l'unico sistema è quello di trasferire i siti da providers di piccoli paesi con reti poco sviluppate a providers statunitensi o europei occidentali.

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