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figuracce planetarie
di Carla Santini

L’undici novembre del 1965 una delegazione italiana capeggiata dal “sindaco santo” di Firenze Giorgio La Pira incontrò ad Hanoi il presidente del Vietnam del Nord Ho Chi Min per convincerlo a mettere fine alla guerra con il Vietnam del Sud appoggiato dagli americani.

Indro Montanelli sbeffeggiò da par suo l’iniziativa, ricordando che quando era bambino sentiva sempre gli amici di suo nonno che ogni giorno dicevano che sarebbero voluti andare da Cadorna a dirgli quanti errori stava facendo nella conduzione della guerra. Ma, sottolineò Montanelli, quei simpatici vecchietti toscani mai si sarebbero sognati di mettere in pratica il loro proposito di recarsi dal Maresciallo Cadorna, mentre La Pira era volato ad Hanoi credendo veramente che Ho Chi Min gli avrebbe dato retta. La pace in Vietnam arrivò diversi anni dopo, quando l’ultimo elicottero americano si librò in volo dal tetto dell’ambasciata, prima che i Vietcong vi facessero irruzione.

Deve trattarsi di un’abitudine tipicamente italiana quella di mettersi in mezzo a questioni decisamente al di fuori della propria portata. Nel giro di pochi giorni, abbiamo assistito prima alla figuraccia planetaria del nostro ministro degli Esteri Luigi Di Maio, poi alla notizia che Salvini vuole recarsi a Mosca per proporre la pace. Il tutto non supportato da un piano strategico condiviso e concordato, almeno a livello governativo. Che gli italiani siano individualisti è risaputo, ma uscire all’estero a nome di tutti in modo dilettantistico e approssimativo è oltraggioso per tutti.

Di Maio ha fatto pervenire al segretario dell’ONU, Antonio Guterres, un “Piano italiano in quattro punti”, senza previamente avvertire Draghi e gli altri membri del governo dell’esistenza di questo suo documento. Apparso su “La Repubblica” è rimbalzato in ogni dove. Da parte loro i russi lo hanno sbeffeggiato davanti a tutto il mondo e Dmitry Medvedv è giunto a definirlo “Un flusso di coscienza slegato dalla realtà”, generosa e dotta critica per chi ha evidenziato molte, troppe e grosse lacune culturali.

Non si è ancora spenta l’eco della sortita di Di Maio, che Salvini ha annunciato, smentito, fatto trapelare, non escluso una sua missione di pace a Mosca con Putin in persona. Questa iniziativa ovviamente pare organizzata all’insaputa di Palazzo Chigi e della Farnesina.

La gravità della situazione attuale dovrebbe imporre silenzio, studio e lavoro collegiale e accantonare, nella smania di apparire e far parlare di sé, la gara a chi le spara più grosse. E nel silenzio generale, i bambini devono stare a scuola con le mascherine, metafora della realtà in cui siamo precipitati.

Tra qualche mese noi cittadini avremo a che fare con una recessione che, presumibilmente, lascerà sul terreno tanti cadaveri, mentre i politici sono apparentemente in altre faccende affaccendati.

articolo pubblicato il: 28/05/2022 ultima modifica: 07/06/2022

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