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Giovan Vincenzo Sanfelice

il difensore di Bahia


Tra gli italiani che si sono distinti nel corso dei secoli per imprese o azioni militari, risalta Giovan Vincenzo Sanfelice, conte di Bagnoli. Nato a Napoli nel 1575, divenne ufficiale dell'esercito spagnolo e vi percorse tutta la carriera militare. Dopo aver partecipato a molte guerre e battaglie in Europa, nel 1625 si imbarcò con la flotta ispano-portoghese alla volta del Brasile. Qui rimase fino alla morte, avvenuta nel 1640. Durante i quindici anni di esperienza brasiliana, fu figura di rilievo nelle tre campagne militari contro gli Olandesi. La prima campagna si concluse con la liberazione di Salvador, le altre due, difficili e lunghe, mirarono a respingere i tentativi di riconquista del territorio di Salvador da parte degli Olandesi, che furono definitivamente ricacciati nel territorio controllato da Nassau.

Personaggio controverso, è stato oggetto di critiche negative sia da parte degli storici olandesi che portoghesi e luso-brasiliani. Per cercare di fare piena luce e consentire la giusta interpretazione dei fatti e degli episodi che videro Sanfelice soggetto attivo sul piano militare e politico delle vicende storiche brasiliane del XVII secolo, è stato pubblicato un libro del ricercatore e storico italiano Riccardo Fontana, "Giovan Vincenzo Sanfelice, conte di Bagnoli difensore di Bahia".

Il saggio è il frutto di una capillare e scrupolosa ricerca delle fonti storiche dell'epoca. Ma l'autore oltre a rendere omaggio ad un italiano che ha scritto pagine importanti della storia brasiliana e in particolare dello Stato di Bahia ha sentito l'urgenza di contribuire ad una rilettura critica e scevra di particolarismi e preconcetti all'interno degli ambienti accademici e storici brasiliani della condotta nella sua totalità dell'ufficiale napoletano.

Riccardo Fontana è nato a Roma nel 1947. Dopo aver completato gli studi nel Liceo classico Terenzio Mamiami e aver conseguito la laurea presso l'Università degli Studi La Sapienza di Roma, ha lavorato fino al 1977 presso l'Eni. Nello stesso anno ha deciso di trasferirsi in Brasile, a Rio de Janeiro. Attualmente lavora presso l'Ambasciata d'Italia a Brasilia.

Appassionato di storia diventa ben presto un apprezzato conferenziere e saggista. Il suo impegno costante nella ricerca si concretizza nella stesura di numerosi testi incentrati sul ruolo svolto da eminenti italiani nella storia del Brasile. Da Amerigo Vespucci a ingegneri, cartografi e architetti militari dell'epoca pombalina come Tosi Colombina, Galluzzi Sambuceti e Landi , a esploratori come Stradelli, a militari come il generale colonnello Napione. Ha curato anche la traduzione in portoghese della storia dell'italiano Ubaldo Moriconi sull'emigrazione italiana alla fine dell'Ottocento in Brasile.

Su Amerigo Vespucci Fontana ha scritto tre libri, "Il Brasile di Amerigo Vespucci", "Il Brasile di Amerigo Vespucci, il ruolo degli italiani nella scoperta del Brasile", "Il Paradiso Terrestre di Amerigo Vespucci", quest'ultimo tradotto in italiano. I tre testi frutto di aggiornamenti e approfondimenti continui forniscono un quadro ampio e dettagliato dell'esplorazione delle coste brasiliane da parte del fiorentino, imbevuto di idee e di un entusiasmo tutto rinascimentale.

Ne "L'Amazzonia di Ermanno Stradelli", Fontana sottolinea il contributo dell'eclettico italiano alla conoscenza dell'Amazzonia sia da un punto di vista naturalistico quanto sociologico. A lui si deve il ricco materiale sulle popolazioni indigene, sui loro costumi ed usi, sugli idiomi. Accanto ad un'attenta osservazione della realtà, emerge il richiamo alla salvaguardia delle diversità culturali degli indios.

L'azione di Fontana è un riconoscimento al ruolo che molti italiani hanno avuto nella storia del Brasile.

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