Da venerdì 14 ottobre, ore 20.45 (repliche sabato 15 e domenica 16 ottobre alle ore 16.30) va in
scena nella sala grande della Casa del Teatro Ragazzi e Giovani di Torino Scarpette rotte, sesto
spettacolo scritto e diretto da Emma Dante appositamente per l’infanzia, coproduzione della
Fondazione TRG e Emilia Romagna Teatro ERT – Teatro Nazionale. Adattamento di Scarpette rosse
di Andersen, la triste vita di un’orfana si trasforma in un sogno sfavillante, ma il lusso sfrenato
nasconde insidie e le scarpette magiche hanno una lezione terribile da insegnare. Emma Dante, tra
le voci più alte del nostro teatro, torna a parlare ai bambini, riscrivendo una fiaba classica che
conquista spettatori di tutte le età. Un crudele apologo che, in un’esplosione di fisicità e colore,
insegna il valore dell’umiltà.
Scarpette rotte
Scritto e diretto da Emma Dante
Con Martina Caracappa, Davide Celona, Adriano Di Carlo, Daniela Macaluso
Costumi Emma Dante
Scene Carmine Maringola
Disegno Luci Cristian Zucaro
Coordinamento di produzione Daniela Gusmano
Direttore tecnico Massimo Gianaroli
Tecnico audio e luci Sergio Taddei
in collaborazione con Compagnia Sud Costa Occidentale
C’era una volta una scarpetta rossa abbandonata sul ciglio della strada che aveva una speranza:
ritrovare sua sorella. La scarpetta sinistra aspettava, d’estate, d’inverno, ma intanto il suo colore
scoloriva e la sua pelle si rattrappiva. Un pomeriggio una macchina la schiaccia bucandole la suola.
La scarpetta piange, si dispera, si sente sola, ma resiste e continua a sperare. Passano i mesi, gli anni
e lei si sente come se piano piano si fondesse con l’asfalto fino a sprofondare giù nel centro della
terra. Ma un giorno, durante un temporale, un fulmine spezza il ramo di un albero. Da quel ramo
cade la scarpetta destra sua sorella, nuova, intatta, bellissima. La scarpetta sua sorella, protetta
dall’albero a cui era rimasta appesa, è rossa, brillante, un numero 35 da schianto! Non appena la
scarpetta bucata e malconcia, riconosce sua sorella, decide di non farsi notare e si immerge sempre
di più nell’asfalto, nascondendo la sua punta smussata nel grigio polveroso della strada. Ma la
scarpetta destra la vede e corre ad abbracciarla. Le due scarpette sono diverse: una è rotta e l’altra
è perfetta. Come fare per camminare insieme, per ballare e saltare? Passa di là una fata che le sente
interrogarsi e subito con la bacchetta magica le rende identiche, usando come modello la scarpetta
tutta rotta.
Finalmente insieme, le due scarpette sbiadite e bucate, camminano, saltano, danzano
per le strade del mondo, finché un giorno, improvvisamente, ritornano rosse e brillanti. La felicità
non ha a che fare con la superbia, né con la vanità. La felicità ha a che fare con il cammino di due
scarpe bucate su una strada. Prima un passo e poi un altro, in un movimento armonioso e febbrile.
La fiaba comincia in un cimitero, dove una ragazza orfana e povera è accucciata sulla tomba di sua
madre. Celine non sa dove andare, non ha più niente, neanche le scarpe. È muta. Di là passa una
ricca signora e con uno slancio di generosità decide di adottarla e di prendersene cura. In un attimo
la ragazzina si ritrova in una villa circondata da un fantastico giardino, ha una stanza di lusso con
l’armadio pieno di abiti, giocattoli, libri, peluche e due servitori tutti per lei pronti a qualsiasi cosa
pur di intrattenerla. Celine riceve in dono le scarpette rosse con la raccomandazione di restare umile
e generosa; ritrova la voce, si inorgoglisce, e comincia ad annoiarsi. La noia, il benessere, i capricci,
la porteranno a rinnegare i valori più importanti, tra cui la gratitudine e l’altruismo. Lascerà morire
da sola la ricca signora per andare al ballo del re, ma verrà punita Celine: le scarpette rosse attaccate
ai suoi piedi la costringeranno a camminare, a saltare, a ballare per i campi, nelle piazze, sui
marciapiedi, al mare, sotto la pioggia, al sole, di giorno e di notte; e proprio di notte sarà la cosa più
tremenda. Perché non potrà più dormire. Danzerà, Celine, danzerà finché le scarpette rosse non
perderanno nuovamente lucentezza e colore.
Nata a Palermo nel 1967, Emma Dante esplora il tema della famiglia e dell’emarginazione attraverso
una poetica di tensione e follia nella quale non manca una punta di umorismo. Drammaturga e
regista si è diplomata a Roma nel 1990 all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico.
La biografia completa http://www.emmadante.com/biografia/
articolo pubblicato il: 10/10/2022