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teatro
evǝ

a Teatri di Vita di Bologna


In origine Dio creò l’uomo, poi anche la donna da una sua costola, ma solo come un ripiego, solo perché Adamo non aveva trovato l’animale giusto con cui passare il tempo. Così sta scritto nella Genesi, e così è rimasto nelle società improntate al patriarcato e al sessismo, fino a oggi. Lo ricorda Jo Clifford nel graffiante “evǝ”, che porta in scena i racconti, di volta in volta comici, caustici, drammatici, fantasiosi, di persone che non si vogliono identificare in quella storia biblica di subalternità e rigida divisione binaria, perché sono donne, uomini ma anche qualcosa in mezzo, transgender.

Andrea Adriatico e Teatri di Vita ritornano a indagare sui temi di genere con il testo dell’autrice transessuale inglese Jo Clifford “evǝ”, tradotto da Stefano Casi, che nelle prossime settimane attraverserà l’Italia (da Firenze a Napoli, da Pescara a Torino) e arriverà al teatro The Tank di New York.

In scena una compagnia di tantǝ “evǝ” che moltiplicano l’originario monologo in un coro di identità e fluidità, da Eva Robin’s, icona del transgender, alla regista d’opera non-binary americana Rose Freeman, dall’attrice storica di Teatri di Vita Patrizia Bernardi all’attore palestinese Anas Arqawi, dal danzatore-performer Met Decay all’attore-produttore Saverio Peschechera.

L’appuntamento è a Teatri di Vita (via Emilia Ponente 485, Bologna; tel. 333.4666333; www.teatridivita.it), giovedì 27 e venerdì 28 ottobre alle ore 21, e sabato 29 ottobre alle ore 20. Lo spettacolo sarà anche ripreso dal 7 al 9 novembre.

Anche “evǝ”, prodotto da Teatri di Vita, è programmato all’interno della stagione “Get up! Stand up!”, realizzata con il contributo del Comune di Bologna, della Regione Emilia Romagna, del Ministero della Cultura.

evǝ di Jo Clifford traduzione di Stefano Casi riflessǝ in Andrea Adriatico con Eva Robin’s, Patrizia Bernardi, Rose Freeman e Anas Arqawi, Met Decay, Saverio Peschechera scene e costumi di Andrea Barberini e Giovanni Santecchia produzione Teatri di Vita con il contributo di Comune di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Ministero della Cultura in accordo con Arcadia & Ricono ltd per gentile concessione di Alan Brodie representation limited

“Salve uomini, salve donne. E chi di voi non è né signora né signore, e né uomo né donna. Ma come me. Forse qualcosa nel mezzo o forse qualcosa che ha un po’ dell’uno e un po’ dell’altra o un qualcosa o un chi non è stato ancora pensato o immaginato…” “Metterò Dio sul banco degli imputati e gli dirò: sto conducendo un’inchiesta giudiziaria che potrebbe portare a un procedimento penale, un’indagine sulla natura di Dio e la storia del libro della Genesi…

Una storia che conoscono tutti. Forse. Quella di quando Dio creò Adamo ed Eva, prima il maschio e poi, come un ripiego, la femmina. Due generi ben distinti, con destini ben segnati. Perché in questa storia non è stato previsto chi sta nel mezzo, o ha un po’ dell’uno e un po’ dell’altra. Andrea Adriatico torna a confrontarsi con i temi LGBT e con la fluidità di generi umani e teatrali, di storie e identità, con il racconto ‘oltraggioso’ del bambino William. Un bambino che non amava essere chiamato William e voleva giocare con le bambine, e che poi è cresciuto, anzi è cresciuta, e ora ha deciso di raccontare agli spettatori, alle spettatrici e a tutti coloro che stanno nel mezzo, o hanno un po’ degli uni e un po’ delle altre, la sua storia, anzi la sua Genesi. Una storia che conoscono tutti, anzi… una storia che non tuttǝ conoscono.

Jo Clifford è una drammaturga e performer inglese, di base a Edimburgo, ha scritto oltre cento opere teatrali, e le è stato assegnato il premio Olwen Wymark. Tra le sue opere, il controverso The gospel according to Jesus, queen of Heaven. God’s new frock, titolo originale di evǝ, è stato scritto nel 2002 e presentato in Italia nel 2007 all’interno di Intercity Festival. Durante il lockdown ha scritto svariati pezzi per teatri e radio inglesi, oltre che due brevi sequenze teatrali per la sua compagnia Queen Jesus Productions. Attualmente sta lavorando all’opera The not so ugly duckling con Maria MacDonel e The Covid requiem con Lesley Orr per il teatro di Pitlochry.

Andrea Adriatico compone partiture della parola e dello spazio, facendo base nella “casa” bolognese di Teatri di Vita creata nel 1993: spettacoli che spesso incontrano drammaturgie dense come quelle di Koltès, Pasolini, Beckett, Copi, Jelinek, interlocutori privilegiati di un modo autorale di creare concerti di corpi e voci, attraversando con i suoi lavori numerosi festival da Santarcangelo alla Biennale Teatro. Al cinema racconta rimozioni intime e pubbliche in documentari e film drammatici, presentati e premiati in festival internazionali, fino all’ultimo Gli anni amari, prodotto con Rai Cinema e dedicato alla vita di Mario Mieli.

Eva Robin’s, icona trans dello spettacolo italiano, alterna la sua presenza come attrice in televisione, al cinema (in film diretti da Dario Argento, Damiano Damiani, Maurizio Nichetti, Alessandro Benvenuti) e in teatro, dove debutta nel 1993 al Festival di Santarcangelo ne La voce umana con la regia di Andrea Adriatico, con il quale calca le scene in molti altri spettacoli, attraversando autori come Cocteau, Copi, Beckett, Jelinek. Sempre in teatro ha lavorato con altri registi come Valter Malosti e Leo Muscato (in Tutto su mia madre, che le è anche valso la nomination al premio Ubu 2011).

Rose Freeman è regista e performer, scrive, insegna e produce teatro. In particolare ha diretto, tra l’altro Die Liebe der Danae di Strauss al Pittsburgh Opera Festival, L’histoire du soldat di Stravinskij alla Temple University, Die Freischütz di Weber al Third Eye Theatre, che ha contribuito a fondare. Ha diretto opere liriche, spettacoli teatrali, performance di burlesque, concerti hip hop, e conduce workshop di opera e musical. Insegna alla Temple University di Philadelphia, dopo aver insegnato a Chicago. Il suo pronome gender-neutro non-binario è “zie/zir”.

Patrizia Bernardi è attrice e cofondatrice insieme a Andrea Adriatico di Teatri di Vita e della compagnia :riflessi. Come attrice, è stata diretta da Adriatico in numerosi spettacoli, come Is, is oil, Un pezzo per sport, La maschia e Madame de Sade, per il quale viene candidata nel 1999 al premio Ubu come migliore attrice. Dal 2009 è tra le protagoniste della rinascita culturale de L’Aquila con l’associazione Animammersa, nata dall’esigenza di raccontare e raccogliere attraverso diverse forme d’arte le testimonianze sul terremoto che ha distrutto la città, con la creazione di spettacoli e progetti artistici .

Anas Arqawi ha studiato teatro al Freedom Theatre di Jenin in Palestina, dove ha poi recitato in spettacoli diretti da Nabil Al-Raee e Micaela Miranda. A Teatri di Vita, con la regia di Andrea Adriatico, ha preso parte a La maschia di Claire Dowie e al film Gli anni amari.

Met Decay, danzatore e performer, ha preso parte, tra l’altro, a spettacoli con il Teatro di Sacco (per la regia di Roberto Bisulli) e con i coreografi Daniela Malusardi, Mauro Bigonzetti, Sara Libori e Arianna De Angelis Marocco.

Saverio Peschechera, organizzatore e direttore di produzione teatrale e cinematografica, ha partecipato come attore a spettacoli (L’omosessuale o la difficoltà di espirmersi, Delirio di una trans populista, Un pezzo per Sport) e film (Gli anni amari) diretti da Andrea Adriatico.

articolo pubblicato il: 21/10/2022

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