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editoriale
Tangentopoli secondo tempo

bufera sul PD

di Ada

Crisi del partito democratico di Veltroni ? Sembra proprio di sì dopo il risultato delle elezioni regionali in Abruzzo e soprattutto per le iniziative giudiziarie nei confronti di esponenti di quel partito in diverse regioni. Si parla di tangenti, di appalti per opere pubbliche truccati, di arresti di sindaci (Pescara), di assessori a Napoli e in Basilicata e di indagini su due parlamentari (e di un terzo del PDL) sempre per collusioni interessate con imprenditori senza scrupoli. La vicenda è ingarbugliata e non è possibile approfondirla in questa sede. E' più chiaro, mi sembra, il significato politico di quanto è avvenuto in questi ultimi giorni con il PD alle prese con una "questione morale" senza precedenti così inquietanti. "Ma come anche i nostri?" si chiedono i militanti del PD ed anche gli stessi elettori di quel partito, avanzando dei dubbi dolorosi su quanto orgogliosamente e ripetutamente affermato che il "marcio" era solo in casa degli avversari.

Tutto è partito ancora una volta dalle intercettazioni telefoniche e come è accaduto in molti casi potrebbero finire nel cestino dei giudici se non verranno corroborate da altre più severe prove.

Questo è un doveroso garantismo. ma iI significato di tutto ciò e qualche interrogativo interessante sul panorama politico di questi ultimi mesi sembrano evidenti.

Perchè il segretario del PD, Veltroni - clamorosamente sconfitto nelle elezioni politiche di aprile- dopo aver detto che sarebbe sceso in lizza solo con le sue liste, scelse invece di allearsi con Di Pietro? E solo con lui? Intuiva forse qualcosa di poco chiaro che stava avvenendo in periferia e voleva garantirsi sul non intervento tumultuoso del focoso molisano? Perchè lo stesso Di Pietro non è entrato nel gruppo del PD con i suoi parlamentari ( nominati come tutti gli altri dai vertici dei partiti, e non eletti dai cittadini) ? Forse anche lui sapeva qualcosa di quel che bolliva in pentola e pensava di rimanere alla larga? Ed ancora: perchè Veltroni, pur forse volendolo, non riesce a staccarsi dal "giustizialista" di Montenero di Bisaccia?

Le critiche al segretario del PD sono severe anche per non aver saputo dare una linea politica precisa al partito nonostante le clamorose sconfitte elettorali. Nel PD ci sono forze poderose che lo avversano e lui si barcamena, non potendo far altro. In Abruzzo, dopo l'allarmante arresto del sindaco, avrebbe dovuto fare qualcosa e non fermarsi ad aspettare i risultati delle elezioni regionali, comunque prevedibili.

Ma i problemi più pesanti erano quelli della Campania. Il sindaco di Napoli (la sindachessa) non coinvolta direttamente nelle vicende giudiziarie di questi giorni, non si dimette dopo l'arresto dei suoi assessori. Perchè teme giustamente le elezioni che avverrebbero a giugno. Un minimo di decenza politica, a prescindere di colpe e responsabilità, avrebbe consigliato a lei ed al presidente della regione di farlo, invece,subito dopo l'incredibile vicenda dei rifiuti le cui immagini fecero il giro del mondo e disgustarono tutti gli italiani, prima di ogni altro, i napoletani. Dimissioni respinte anche quelle di Veltroni il quale ha invece chiesto maggiori poteri per poter controllare la periferia del proprio partito. Si vedrà, anche perchè si parla insistentemente di un coinvolgimento dello stesso imprenditore napoletano (arrestato) anche nel settore di Roma, nel periodo delle giunte comunali precedenti l'attuale guidata da Alemanno. In tal caso la bufera si trasformerebbe in un vero uragano.

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