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accise sì, accise no
di Carla Santini

In campagna elettorale, le promesse si sprecano e a volte la fantasia di chi le fa vola altissima, tant’è che all’indomani delle elezioni, nel giro di pochi giorni, le promesse svaniscono nelle pieghe di una realtà quotidiana urgente e pressante. Ma chi ha fatto tante promesse, spesso irrealizzabili, ne favorisce la dimenticanza contando sul fatto che gli elettori hanno la memoria corta o mettendo in campo veri e propri equilibrismi retorici degni della più vieta tradizione.

Ma il problema è che dopo anni di elemosine a noi cittadini, o meglio sudditi, da parte dei governi che si sono succeduti, è difficile tagliare rendite di posizione o di sostegno a gente impigrita dalla beneficenza di accatto. E in tutto ciò si rischia di non intervenire ad esempio sulle accise, che gravano come some sulle teste e nelle tasche degli italiani. Il fumo fa male, certamente, e si tenta di dissuadere dal fumo con aggravi pesanti sui tabacchi; andare in giro è roba da ricchi, allora incidere sulla benzina, come se tanti non si spostassero per lavoro. E l’economia circolare dovrà sparire per continuare a pagare emergenze che risalgono a tanti, tanti anni fa.

Non sarebbe auspicabile che, aldilà dei controlli della Guardia di Finanza contro le manovre speculative, si aprisse un capitolo sulla responsabilità oggettiva di certi accadimenti. L’ultimo in ordine di tempo. Il disastro di Casamicciola. Pietà per chi ha pagato con la vita la mancanza di controlli, la facilità di condoni, la superficialità di funzionari preposti al territorio, ma non è possibile che nessuno, con tanto di nome e di cognome, paghi. Lo scaricabarile è una sorta di sport nazionale che affonda le sue radici anche nella nostra amata Costituzione per cui chi controlla chi, tutti sono innocenti. E ciò non è più tollerabile. Nessuna suggestione forcaiola, ma fiducia nelle istituzioni e in tutti gli enti che dovrebbero tutelare e salvaguardare la vita civile.

articolo pubblicato il: 09/01/2023 ultima modifica: 28/01/2023

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