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brusco risveglio
di Teddy Martinazzi

In meno di una settimana, dal martedì al sabato, abbiamo assistito alla rappresentazione di quell’Italia che alcuni vorrebbero e al risveglio con quella che è nella realtà.

Per cinque sere i milioni di italiani incollati ai televisori hanno fatto ritenere alle élites radical-chic che tutti abbiano apprezzato i salamelecchi di Benigni davanti a Mattarella, con lezioncina sulla Costituzione, il bacio in bocca di due uomini, la richiesta di legalizzazione della droga e lo strappo in diretta della fotografia di un esponente di Governo. Non sono mancati i complimenti via social del capogruppo del PD a Montecitorio, Debora Serracchiani.

Mattarella ha fatto benissimo ad andare al festival; da tempo immemorabile i Presidenti della Repubblica presenziano alla prima della Scala, il tempio della musica lirica, ed è giusto che siano presenti alla prima serata al teatro Ariston, il tempio della musica leggera italiana. Benigni avrebbe potuto, però, evitare tutto quel pistolotto, che ricordava una sera di tanti anni fa in cui un grandissimo attore come Alberto Sordi si mise ad ossequiare in modo servile dal palcoscenico Gianni Agnelli presente in sala.

Gianni Morandi ha cantato l’inno di Mameli nel modo lugubre in cui, anni fa, Benigni aveva detto si dovesse cantare; non si sa perché, visto che si distingue, insieme alla Marsigliese, da tutti gli altri al mondo, perché non come inno nacque, ma come canzoncina che bersaglieri e garibaldini cantavano andando all’assalto (dicono che all’Aspromonte lo cantassero da tutte e due le parti, ma non è storicamente documentato).

Tra domenica e lunedì, invece, gli elettori di due regioni importanti come Lombardia e Lazio hanno dimostrato che la gente guarda Sanremo ma poi vota in tutt’altra direzione rispetto a chi pensava che l’Italia fosse quella rappresentata sul palcoscenico e si è bruscamente risvegliato.

La speranza è che una politica esperta e navigata come Debora Serracchiani, invece di occuparsi di Sanremo, apra una franca discussione nel PD sulle ragioni per cui gli elettori di sinistra si presentano sempre meno numerosi ai seggi, forse perché qualcuno non ne può più di elucubrazioni sui massimi sistemi quando i problemi quotidiani sono ben altri.

articolo pubblicato il: 14/02/2023 ultima modifica: 21/02/2023

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