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Mocha Dick

Francesco Cortonesi


“Mi chiamano il Leviatano. Ma il mio nome è Mocha Dick. Per raccontare questa storia ti lascio i miei pensieri. Ti lascio i miei ricordi. Ti lascio le voci che ho sentito. E se davvero sarai con me, allora tu, essere umano, forse potrai comprendermi. Forse esiterai prima di uccidermi. E perdonerai la mia furia distruttrice.”

Fin dalla preistoria l’uomo ha dato la caccia alle "balene". I capodogli erano considerati alla stregua degli altri cetacei ma, all’inizio del XVIII secolo, si scoprì che nel loro corpo si nascondevano due tesori: lo spermaceti e l’ambra grigia, materiali che, per le loro proprietà, potevano far arricchire molte persone. Fu proprio questo a condannarli a morte e a dare inizio a un massacro durato oltre due secoli.

L’albo di Francesco Cortonesi e Ambra Garlaschelli racconta la lotta senza quartiere tra un enorme capodoglio bianco, chiamato Mocha Dick (questo il nome dato nella realtà dai marinai al gigante dei mari descritto nel romanzo di Melville) e i balenieri che hanno dato la caccia a lui e alla sua specie nel corso di diversi decenni. Gli eventi narrati sono stati ricostruiti attraverso le annotazioni nei diari di bordo di coloro che sopravvissero agli scontri, ma l’autore ha scelto di dare una voce anche al coraggioso colosso degli oceani, che a questa persecuzione si oppose strenuamente, divenendo una leggenda.

Mocha Dick mise in atto una disperata resistenza, affondando o danneggiando molte baleniere, come la Essex, la Industry, la Ann Alexander, la Kathleen, e dando del filo da torcere a molte altre navi. Mentre nello sguardo dei marinai il bianco capodoglio è solo “carne viva e feroce”, il gigante del mare racconta di come quelle minacce galleggianti fossero un costante pericolo e di come lui trovasse il coraggio di affrontarle per difendere se stesso e i suoi simili. Il racconto alterna i due punti di vista ed entrambe le posizioni emergono con forza ed emozione, rincorrendosi e accavallandosi: l’una, quella dell’uomo, descrive le dinamiche della caccia alla “balena” esprimendo il terrore che Mocha Dick incuteva ai marinai; l’altra, quella dell’animale, poetica, appassionata e cruda.

Cortonesi trasmette un messaggio molto attuale, rappresentando il grido di denuncia di Mocha Dick e con lui di tutti gli animali imprigionati, sfruttati, cacciati e uccisi dall’uomo. Mocha Dick. La vera storia si colloca, da questo punto di vista, in un filone di letteratura che vuole scardinare la visione antropocentrica del mondo.

Le illustrazioni di Ambra Garlaschelli, forti, dinamiche, quasi cinematografiche, sottolineano l’elemento epico e drammatico della vicenda, lasciando il lettore profondamente colpito. La bianca silhouette che si staglia tra le onde restituisce il profilo di una creatura maestosa, terribile e invincibile, ma allo stesso tempo estremamente fragile. Attraverso un grande lavoro sulle proporzioni, sulle texture e sull’uso narrativo del colore, Garlaschelli riesce a fotografare momenti di grande tensione, che riportano la percezione che i marinai avevano degli scontri con Mocha Dick.

Grazie alla importante bibliografia che chiude il volume, ogni lettore avrà poi la possibilità di proseguire la ricerca e documentarsi sulla leggendaria “balena” bianca. Mocha Dick è un inno alla libertà e al riconoscimento di prospettive diverse da quella umana, altrettanto valide e legittime alle orecchie di chi sa mettersi in ascolto. Avere coraggio non significa non avere paura, ma usare la paura per lottare contro ciò che ci minaccia.

Francesco Cortonesi vive ad Arezzo ed è scrittore, attivista e insegnante. Ha lavorato a lungo come sceneggiatore di cortometraggi horror, vincendo premi a livello nazionale. I suoi racconti sono stati pubblicati in numerose antologie e da anni si occupa di varie forme di prigionia. Nel 2014 il suo reportage fotografico sugli zoo Reclusi - Storie di Persone Innocenti Arrestate ha portato (in collaborazione con Leal - Lega Antivivisezionista) alla realizzazione del progetto IostoconBruno che ha permesso la chiusura dello zoo di Cavriglia. Nel 2017 un suo nuovo reportage sugli zoo è stato pubblicato dalla rivista Focus Wild. Attualmente insegna in carcere, è responsabile media della Rete dei Santuari di Animali Liberi e sta terminando il documentario Zoout. Scrive articoli e racconti antispecisti per “Veganzetta” e “FunnyVegan”.

Ambra Garlaschelli è un’illustratrice e graphic designer con base a Milano. Assistente di tecniche di stampa presso lo IED (Istituto Europeo del Design) e docente di tecniche di stampa presso la Scuola Internazionale di Comics a Milano. Collabora con molte realtà tra cui: Mondadori, Sergio Bonelli, Sonzogno/Marsilio Editore, Progetto Stigma, Cranio Comics, MIT (Massachusetts Institute of Technology), Illustrati (Logos), Squame/Ecailles, Lök Zine, Sputnik Festival/Sputnik Press, Unibookat, MacchiaFest, Flying Tiger, Acqua di Parma, Agenzia X, Isbn Edizioni, CrunchEd, Bulgari, Lucha Libre, Rossia Magazine, Barta Edizioni, Il Castello Editore/La Margherita, Comune di Pavia, Pantheon Magazine.

Mocha Dick. La vera storia Di Francesco Cortonesi illustrazioni di Ambra Garlaschelli 48 pagine, formato 21x30 cm euro 18,00 ISBN 978-88-99136-93-2 Per tutti

articolo pubblicato il: 10/11/2023

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