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cronache
Premio Cronista 2009 - Piero Passetti

a Viareggio


PREMIO CRONISTA 2009 - PIERO PASSETTI PREMIO CITTA' DI VIAREGGIO INTERNATIONAL AWARD REPORTER OF THE YEAR
CONVEGNO LIBERI DI INFORMARE, LIBERI DI SAPERE: EUROPA E ITALIA A CONFRONTO

Guarda a Bruxelles, a Londra, a Guantanamo oltre che all'Italia il premio cronista Piero Passetti che torna a Viareggio ad aprile - il 3,4 e 5 al Gran hotel Royal - per il quinto anno consecutivo, grazie alla collaborazione fra Unione nazionale cronisti italiani e Comune di Viareggio, Provincia di Lucca, Fondazione festival Puccini, Fondazione Carnevale, Regione, Apt Versilia e Apt Lucca. Gli enti e le fondazioni, insieme a Banca della Versilia Lunigiana e Garfagnana, a Fondazione Banca del Monte, Ducato spa e Lions club Viareggio-Versilia radicano sempre di più al territorio uno dei premi di giornalismo più prestigiosi d'Italia.

Anche quest'anno, l'obiettivo del premio è di portare alla ribalta i temi più attuali e più scottanti della cronaca attraverso le migliori inchieste italiane che spesso hanno anche risonanza all'estero. Il primo esempio in questo senso, lo fornisce proprio il premio città di Viareggio che negli anni è stato attribuito a Sigfrido Ranucci, per lo scoop delle bombe al fosforo su Falluja, Milena Gabanelli, per la trasmissione inchiesta Report, a Lirio Abbate, il collega dell'Ansa costretto a vivere sotto scorta da quando ha dato la notizia dell'arresto di Bernardo Provenzano, a Vera Schiavazzi (Corriere della Sera) per lo scoop sul documento scandalo sul rogo della Tyssen group di Torino.

Quest'anno il premio non è da meno: viene attribuito a Carlo Bollino direttore de La Gazzetta del Sud e a Giuseppe Lobuono presidente della società Edisud. Spa per l'impegno contro le norme liberticide sul divieto di pubblicazione delle intercettazioni. E' la prima volta che il premio Viareggio viene assegnato a un direttore e, soprattutto, al presidente di una società editoriale. La scelta può sembrare in contrasto con le vicende degli ultimi anni della stampa italiana che combatte contro gli editori per il rinnovo del contratto di lavoro, scaduto da un quadriennio. In realtà non è così: la Gazzetta del Mezzogiorno è il giornale che, per primo, ha avuto l'idea di scrivere, in fondo agli articoli di cronaca giudiziaria, che una serie di notizie non sarebbero state rese note se fossero già in vigore le disposizioni del decreto Alfano. Questa iniziativa è stata resa possibile proprio dalla disponibilità del direttore e della società editoriale a pubblicare la chiosa agli articoli giudiziari.

Fra l'altro, proprio la questione delle intercettazioni è al centro del dibattito e del convegno internazionale in programma sabato 4 aprile al Royal alla presenza di Renate Shroeder, direttore della federazione europea di giornalismo, del costituzionalista Enzo Cheli e di Alessandro Butticè, portavoce dell'Oalaf e coordinatore della Oafcs, la rete dei comunicatori delle polizie europee anti-frode.

Questo, però, non è il solo appuntamento internazionale e di confronto fra Italia ed Europa. Importante è l'incontro previsto venerdì pomeriggio fra i cronisti italiani e Clive Stafford Smith, avvocato inglese che da anni si batte a livello mondiale per il rispetto e la tutela dei diritti civili. A Viareggio Stafford Smith è stato invitato in quanto legale del cameraman di Al Jazeera, Sami Al Haj, rimasto prigioniero per 6 anni a Guantanamo: durante questo periodo, il collega non è mai stato accusato di niente. In compenso è stato sottoposto a oltre 200 interrogatori e liberato dopo anni di sofferenze pochi mesi fa. A Viareggio Stafford Smith parlerà di queste sue battaglie e della difficoltà che esiste, anche a livello internazionale, di mantenere diritta la barra della libertà di stampa.

Soddisfazione per il programma e gli ospiti dell'edizione 2009 del Premio Cronista è stata espressa dal sindaco di Viareggio, Luca Lunardini. "Ospitare questo premio a Viareggio rappresenta per questa amministrazione non solo un'occasione di visibilità e di lustro, dato che parliamo del più importante premio giornalistico assegnato in Italia, ma un'opportunità di ribadire la politica della trasparenza che come Comune abbiamo posto alla base della nostra azione amministrativa per garantire ai cittadini un libero accesso alle informazioni e agli atti. Dare ospitalità al Premio Cronista e fare di Viareggio una delle sedi privilegiate del confronto sui temi di attualità che riguardano la categoria rafforza questa nostra convinzione e rappresenta uno stimolo per cercare di migliorare il rapporto tra istituzioni e cittadini". Come sottolineato dall'assessore alla cultura del Comune, Ciro Costagliola, l'appuntamento con il Premio Cronista per tre giorni trasforma la città nella capitale italiana del giornalismo. "Mi piace sottolineare come una città relativamente piccola come la nostra possa in realtà vantarsi di ospitare manifestazioni di grande spessore nazionale e internazionale. Il Premio Cronista è una di queste insieme al Premio letterario Viareggio-Repaci quest'anno all'80esima edizione, il Festival Pucciniamo, Europa Cinema, il Carnevale ed il Festival Gaber. Come amministrazione ci auguriamo che il premio possa trovare da noi la sua sede stabile, anche perchè da quando è qui la manifestazione si è arricchita ed ha assunto connotati sempre più internazionali".

Una tre giorni particolarmente ricca di appuntamenti quella del Premio Cronista, che si aprirà venerdì 3 aprile con l'incontro tra la stampa italiana e l'avvocato inglese Clive Stafford Smith (alle 16,30 al Grand Hotel Royal). Un confronto dedicato al tema del rispetto e della tutela dei diritti civili per i quali Clive Stafford Smith si batte da tempo. Sabato 4 aprile a partire dalle 11 la consegna del Premio Cronista 2009 - Piero Passetti e del Premio giornalistico Città di Viareggio. Nel pomeriggio, alle 16,30, l'atteso convegno internazionale sul tema delle intercettazioni "Liberi di informare, liberi di sapere: Italia ed Europa a confronto" al quale parteciperanno tra gli altri Alessandro Butticè, spokesman dell'Olaf, Renate Schroeder, direttore dell'European Federation of journalism ed Enzo Cheli, ordinario di diritto costituzionale all'Università di Firenze. Ancora sabato 4 aprile, nell'ambito della cena di gala del Premio Cronista 2009, si svolgerà un concerto lirico offerto dalla Fondazione Festival Pucciniano, e la consegna dell'International Award "Reporter of the Year 2009". La tre giorni si chiuderà domenica 5 aprile con la seduta conclusiva del consiglio nazionale dell'Unci che di anno in anno si riunisce proprio in occasione della consegna del Premio intitolato a Piero Passetti.
I PREMIATI

Alessandra ZINITI - Francesco VIVIANO
La Repubblica

Condanne a 24 anni di carcere per due boss mafiosi di Gela, a 8 anni per la moglie di Piddu Madonia e a pene minori per altri fiancheggiatori. Peccato che a tanto rigore giudiziario non corrisponda altrettanta severità carceraria. Come mai? Il giudice Edi Pinatto, trasferito un anno dopo la condanna a Milano, non ha tempo per scrivere le motivazioni della sentenza che, quindi, non può essere eseguita. In otto anni qualcuno, all'interno dell'istituzione magistratura, si accorge dell'abnorme ritardo e cerca di rimediare, ma Pinatto riesce a dimostrare al Csm di non avere colpe tali da non comportare altro che una perdita di anzianità ai fini di carriera. La vicenda compare sulla prima di Repubblica l'11 marzo 2008 e, improvvisamente, tutto il meccanismo si mette in moto di colpo: il Presidente della Repubblica interviene, il presidente del Tribunale interviene, il Csm interviene, il Ministro interviene. Poi Pinatto decide di "scendere" a Gela e di scrivere in 7 giorni quella motivazione per la quale non erano stati sufficienti 8 anni. La sezione disciplinare del Csm il 16 giugno lo ha rimosso dall'ordine giudiziario. Lui ha fatto ricorso alle sezioni unite civili della Cassazione e, in attesa del verdetto, continua a fare il sostituto Pm a Milano. Ziniti e Viviano in poco meno di 14 mesi hanno fatto un grande progresso: il 9 febbraio 2008, dopo aver realizzato un altro scoop, furono definiti "apprendisti stregoni" dal procuratore di Palermo Francesco Messineo, che li indagò per favoreggiamento a Cosa nostra. Oggi ricevono la laurea di Stregoni di 1/a classe con fronde di querce e stelle al merito della cronaca.

DANIELA ORSELLO
TG 2

A parole è l'ennesimo eroe che si ribella al pagamento del pizzo: nei fatti gli incassi della sua antica Focacceria nel centro di Palermo sono diminuiti del 33% in un anno. Potrebbe essere perchè davanti a locale staziona in pianta stabile una pattuglia di tre carabinieri ? Per Vincenzo Conticello la verità è un'altra: "un po' perché sicuramente entrando da me era come se condividessero la mia scelta", un po' perchè, magari, qualche imprenditore tra i propri clienti ha dei mafiosi. Sta di fatto che Conticello confida a Daniela Orsello di sentire che "c'è una Palermo che sicuramente in maniera chiara ed evidente mi ha voltato le spalle". E' davvero "amara" la Palermo che la cronista ricostruisce nel servizio trasmesso nella rubrica Storie. Più "solare" come il volto della bella poliziotta scesa dal Nord a pattugliare le strade tra Caserta e il litorale domizio, è la puntata dedicata alla "Guerra alla camorra" e alla decisione di mandare forze dell'ordine e militari a "riconquistare" allo Stato la Campania.

Giampiero ROSSI
Rivista A

Nella Procura di Torino Raffaele Guariniello ha collezionato 2.272 fascicoli di altrettante persone uccise dal tumore provocato dall'amianto lavorato negli impianti della Eternit a Casale Monferrato. Altre centinaia riguardano le altre strutture della società in Italia. A rendere ragione di tante vite umane saranno gli eredi delle dinastie svizzera e belga proprietarie della multinazionale. Ma il processo non l'hanno costruito i magistrati, ma i sindacati, e in modo particolare il patronato Inca, che dagli anni '70 del secolo scorso hanno cominciato una dura e sconfortante battaglia contro la morte da amianto sempre negata e hanno condotto una lunghissima lotta per l'affermazione dei diritti delle vittime, non solo lavoratori della fabbrica, ma anche cittadini comuni. Giampiero Rossi ricostruisce "la vera storia della strage dell'amianto" anche attraverso la tragica vicenda della donna che è diventata il simbolo di questa lotta: Romana Blasotti Pavesi che di vittime in famiglia ne ha avute cinque.

Paolo COLONNELLO
La Stampa

A Pechino la Cina celebra, ammirata e applaudita da tutti il proprio trionfo olimpico. Oddio, proprio da tutti no, ma accorgersene non è facile . Lo potrebbero fare gli inviati di tutto il mondo che si trovano nel Paese per seguire l'apoteosi sportiva. Ma occorre muoversi, viaggiare, aprire occhi ed orecchie su cose e discorsi scomodi. Paolo Colonnello non teme di farlo ed è in grado di testimoniare, essendosi recato nelle zone terremotate del Sichuan : "in tre settimane di permanenza in Cina per la prima volta ho sentito dei cinesi parlare male del loro governo". I reportage di Colonnello aprono orizzonti inediti ai lettori, come in Cambogia dove racconta la storia di Chhiv, un anziano maestro elementare epurato dai Khmer rossi che ora dedica la sua vita ad assistere i bambini orfani o che vivono nelle poverissime strade, persino quelli dei suoi carnefici.

ANGELO SASO
Rainews 24

Gli sguardi di tutti, giocatori, arbitro, spettatori, tifosi, sono fissi su quanto avviene sul campo di gioco. Nessuno ha motivo di preoccuparsi di cosa c'è sotto, ma tra i calciatori italiani è molto elevata la presenza di una malattia degenerativa del sistema nervoso, la Sla, che paralizza i muscoli. I medici pensano che abbia una causa multifattoriale, compresa la predisposizione, ma il fattore scatenante qual è ? Si era pensato al doping, ma ciclisti e giocatori di basket ne sono immuni. Di Sla si ammalano, invece, agricoltori e fonditori. In una inchiesta molto approfondita, sostenuta dal parere di esperti di ogni settore, Angelo Saso punta il dito sia sulla superficie dei campi da gioco, trattata tra l'altro con vernici del tipo "verdissimo" per dare l'illusione che l'erba sia perfetta, sia con erbicidi pesanti, sia sul sottofondo. Anzi, più si scende in profondità, più sembra di trovare analogie con la causa della diffusione della malattia tra i contadini. Per decenni il sottofondo dei campi da gioco è stato realizzato con scarti di fonderia e di ferrovia, entrambi molto ricchi di metalli pesanti velenosi, ottimi drenanti e praticamente a costo zero. Un materiale similare è stato utilizzato fin verso gli anni '80 anche in agricoltura. Poi la coscienza ambientale e gli studi medici sono progrediti e questi micidiali componenti sono stati vietati, ma non vi è certezza che siano effettivamente stati banditi.

Graziano CETARA
Il Secolo XIX

La classica "soluzione politica" per soffocare uno scandalo troppo grande: la concessione di migliaia di pensioni in Liguria a operai danneggiati dall'aver respirato polvere di amianto. In realtà le pensioni servivano anche a mandare a casa anziani e chi aveva stipendi alti per consentire alle aziende di assumere giovani a basso costo. Il marchingegno è stato messo appunto nel 2004 da sindacati, Ansaldo energia e Prefetto di Genova: i lavoratori, così hanno testimoniato davanti ai magistrati che hanno aperto l'inchiesta sulla maxi-truffa, si sono limitati a firmare documenti fotocopia compilati da patronati e dirigenti del personale. Ma quando Graziano Cetara fa esplodere lo scandalo e le prime pensioni vengono tagliate e le altre dichiarate "sub judice", si ricorre alla politica. Non è possibile sostenere l'urto di migliaia di famiglie private della pensione, si induce quindi il governo a studiare una "legge tampone" che sani la truffa e vanifichi il lavoro di polizia giudiziaria e magistratura per applicare la legge.

GRAZIA GRAZIADEI
TG 1

"Pentiti e porta via i nostri tre figli da Casal di principe". Anna Carrino dal paese è fuggita da sola alla fine del 2008 per sottrarsi alla pressione asfissiante del clan anche su lei che e' la donna di uno dei due capi assoluti, ormai in carcere da dieci anni. Anna Carrino si è pentita e collabora con la magistratura, come Domenico Bidognetti, il cugino del capo. Le loro interviste provocano la reazione dei casalesi: la madre di Bidognetti manda a dire al figlio di "non parlare più in tv"; Giuseppe Setola il più sanguinario dei capi del clan tenta la vendetta trasversale di far uccidere la nipote di Anna Carrino. Uno degli antidoti più sicuri al logoramento delle coscienze prodotto dalla camorra è innalzare il livello di coscienza delle autorità e dell'opinione pubblica. Le interviste di Graziadei contribuiscono in modo potente a suscitare l'emozione del pubblico e a sollecitarne una risposta positiva.

SALVATORE PALAZZOLO
Rai Fiction-Magnolia per Rai Tre

"Doppio gioco" - sul caso Cuffaro e le talpe dell'Antimafia - è l'avvincente docu-fiction ideata da Palazzolo per la regia di Riccardo Mosca e Andrea Vicario. Le "immagini vere", che valgono più di libri e commissioni di indagine per penetrare in quella che i magistrati definiscono la "zona grigia" della mafia, prendono le mosse dalla clinica dell'insospettabile Michele Aiello, il re Mida della sanità privata siciliana sino ad arrivare alla presidenza della regione. La storia mostra la spavalda arroganza dei protagonisti, che hanno agganci e propaggini fino a Roma, i tradimenti all'interno degli organi dello Stato, e la strenua battaglia di tanti coraggiosi uomini e donne della magistratura e delle forze dell'ordine. Un caso esemplare per mostrare la forza dirompente di quelle intercettazioni che il ddl Alfano vorrebbe eliminare trovando la forte resistenza di magistrati e giornalisti schierati nel nome della legalità.

Giuseppe CRIMALDI Il
Mattino

Da 500 a 2.500 euro, ma anche 3 mila nei casi di particolare riservatezza. Era il tariffario della centrale degli aborti clandestini che operava con intensità a Napoli. La sua attività è stata rivelata dagli articoli di Crimaldi che ha documentato come anche l'attività dei tre medici e dell'infermiera che fungeva da raccoglitrice delle pazienti non sfuggiva alle regole del mercato: l'aborto di una moglie costava molto meno di quello di un' amante che occorreva tutelare con maggiore attenzione. E anche la pratica degli sconti, legata a prestazioni sessuali. Le indagini della Procura hanno portato in carcere i quattro, accusati di aver messo in piedi un'associazione a delinquere. Le interruzioni di gravidanza erano praticate senza accertamenti preventivi e senza garanzie sanitarie. Le rivelazioni di Crimaldi hanno posto fine a una pratica di malasanità attuata in città in modo neanche troppo nascosto.

Francesca BELLINO
Clarin

Negli ultimi anni in India sono "mancate 20 milioni di femmine". Nel senso che le statistiche anagrafiche hanno registrato un "vuoto" nelle nascite spiegabile solamente con l'aborto selettivo, La pratica cioè, diffusa anche in Cina e Pakistan di far nascere e vivere nei primi anni soltanto i maschi. Una selezione vietata dalla legge che impedisce anche l'effettuazione di ecografie prenatali utili a individuare il sesso del nascituro e, dunque, a decidere se tenerlo a fare abortire la madre. Il fenomeno però ormai non è più confinato nei lontani paesi orientali, la società globale l'ha trasferito di peso anche in Europa, anche in Italia, dove ormai alle popolazioni autoctone se ne affianca una del 10-15 per cento di prima immigrazione che continua a rimanere fedele alle sue tradizioni anche in un mondo "altro". Francesca Bellino, freelance per vocazione, internazionalista per convinzione, scrive in spagnolo sul Clarin di Buenos Aires di problemi che hanno ormai rilievo planetario. E in altre lingue di temi diversi, convinta che oggi "il mondo è unico" e che per viverci con coscienza è necessaria la conoscenza delle "culture altre", indispensabile nelle "società plurali".

ANTONIO PROCACCI
Telenorba 7

La polemica sui cosiddetti "fannulloni" ha fatto emergere uno dei mille mestieri che gli Italiani sanno inventarsi per sbarcare il lunario: quello del "Timbratore per conto Terzi". Nicola, in servizio permanente effettivo al Policlinico di Bari, però non lo fa assolutamente per danaro. I tesserini dei dipendenti che gli chiedono di timbrare al posto loro, per figurare di essere presenti mentre non lo sono, li usa esclusivamente per sbafare un pranzo gratuito alla mensa dell'ospedale. O almeno così assicura ad Anrtonio Procacci che l'ha scovato dopo qualche giorno di appostamenti e alle cui domande risponde con assoluta innocenza e naturalezza. Lui, evidentemente, non è cosciente di essere complice in una truffa, anche se si rende bene conto della gravità per i malati del fatto che qualche volta in corsia ci trovano lui invece del personale specializzato, ma quasi quasi pensa di essere un benefattore di quei poveri dipendenti che tengono da fare altrove....

Paolo CARTA
L'Unione Sarda

Un tribunale italiano ha attributo, d'ufficio una identità a un barbone, che non l'aveva praticamente da sempre. In realtà un nome e un passato se li era confezionati su misura sfruttando l'amore disperato di un padre per il figlio scomparso da un paesino sardo nel 1974. La presunta identità però non regge alla prova del Dna che il giornale fa eseguire sul giovane in seguito all'inchiesta di Paolo Carta. Il responso è negativo e il padre sconsolato deve rinunciare al sogno di aver ritrovato il suo bambino. Per un sogno che svanisce un altro si affaccia, questa volta è una donna croata di Pola che, suggestionata dalle trasmissioni televisive, crede di ritrovare in lui il figlio che le fu rapito da piccolo. In realtà, alla fine si accerta che il bambino trovato dai poliziotti di Cagliari per strada nel 1980, è un rom serbo rapito giovanissimo. Di quel passato però non vuole più sentire parlare: è Cagliari adesso la sua patria e il tribunale, con un lieto fine, gli attribuisce legalmente l'identità di Antonello Satta ricorrendo al nome della strada i cui abitanti lo hanno "adottato" e lo aiutano generosamente a vivere.

Pino Toscano
Premio VITA DI CRONISTA 2009

Nato a Gioia Tauro il 28/6/1947 e residente a Reggio Calabria in via Piave, 3 Giornalista professionista. - Ha cominciato a scrivere per "Gazzetta del Sud" nel 1966 come corrispondente da Gioia Tauro e per 18 anni ha seguito le principali vicende di cronaca della Piana di Gioia. ¬- Nel 1984 è stato assunto dalla "Gazzetta" e destinato alla redazione di Catanzaro. - Dal 1995 lavora presso la redazione di Reggio Calabria. Con lo pseudonimo di pitos, cura anche una rubrica settimanale dal titolo "A prescindere" sugli avvenimenti di cronaca di maggior rilievo. - Ha scritto il libro "Il mare rubato" (con la prefazione di Walter Veltroni), tratto da un'inchiesta giornalistica in undici puntate, sulla battaglia (vittoriosa) ingaggiata dall'allora sindaco di Reggio Italo Falcomatà contro le Ferrovie dello Stato per la "liberazione" del Lungomare (definito da D'Annunzio "il più bel chilometro d'Italia". - Nel 1990 ha scritto un testo teatrale sulla vita di Martin Luther King, rappresentato nelle scuole per iniziativa del ministero dell'Istruzione e ora ripreso dall'attore Geppy Gleijeses per la messa in scena nella prossima stagione teatrale. - Ha in corso di pubblicazione un romanzo dal titolo "L'ultima nuvola in alto a sinistra". - Ha vinto numerosi premi di giornalismo, tra i quali il "Premio Calabria", il "Premio Renato Caminiti" e il "Premio Fata Morgana" (). - Ha tenuto corsi di giornalismo nelle scuole e insegnato Teatro e giornalismo presso il Teatro Calabria.

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