Dal predellino di un'auto a San Babila allo spettacolare palcoscenico della nuova fiera di Roma gremita di delegati ospitati nella Capitale con inconsueta e "regale" munificenza. Un trionfo organizzativo senza precedenti. Berlusconi non riesce, e non può, rinunciare per questo avvenimento politico alla sua grande capacità mediatica e ne trae tutti i vantaggi. Proprio un giornale - che lo ha chiaramente sostenuto nel bene e nel male- parla ironicamente di un'incoronazione. Il Popolo della Libertà, dopo l'unificazione di Forza Italia e di AN si avvia ad essere la forza politica egemone in rappresentanza di tanti concittadini che sperano in qualche miracolo che provochi un cambiamento totale del solito andazzo delle cose italiane.
Berlusconi è apparso felice al momento dell'acclamazione per alzata di mano alla carica di presidente del nuovo partito. Cosa poteva chiedere di più ? Nulla, se non la "corona" di cui si diceva sopra, ma la corona regale è ormai finita graziosamente nelle sale da ballo. Ed è bene che sia così.
Bisogna però pur dire che si è trattato di un congresso "vero" durante il quale, a parte la commozione e le lacrime di qualche nostalgico indefettibile , tutti (per modo di dire naturalmente) hanno potuto parlare, con precise affermazioni, alcune apprezzate anche da osservatori di sinistra. Non solo quelle di Fini.
D'altra parte nel nuovo contenitore hanno confluito oltre che Alleanza Nazionale - il partito di destra che tale più non appare - forze ex dc,altri postdc, cattolici, socialisti che venerano la memoria di Craxi, liberali-doc e liberali meno doc ,socialdemocratici di ferro, repubblicani a tutto tondo ( ma quelli emiliani e romagnoli che hanno in mano le proprietà immobiliari del vecchio e onorato partito di Spadolini non le vogliono proprio cedere al nuovo organismo) alcuni radicali stanchi di Pannella e diversi nostalgici di qualche cosa, non sempre ben definita.
Pochi gli ex comunisti, ma ferratissimi. Tutti si dicono liberali (la parola del resto è sempre sulle labbra anche dei capi del partito democratico e un po' anche più in là),ma non tutti amano ricordare che la stessa parola non molto tempo fa veniva denigrata in ogni occasione. Con Berlusconi, però, vi sono anche tanti milioni di persone, piccoli imprenditori, professionisti, gente che lavora sodo, insomma, e che da tempo seguiva, annoiatissima, i tardi riti della politica nazionale. Il successo del Congresso del PDL - con le novità introdotte da Fini e dai suoi - risulta ancora più evidente se si pensa che a sinistra le cose si mettono veramente male con il partito democratico che non riesce a sollevarsi dalle rovinose sconfitte elettorali che si susseguono con inesorabile sequenza, tanto da far dire a Berlusconi che il traguardo del 51 per cento non sarebbe lontano. Si vedrà, ma intanto osserveremo come si comporterà il nuovo partito nell'affrontare i tanti problemi sul tappeto (la crisi economica, il referendum elettorale di giugno, il restamento biologico e altri ancora) con una Lega Padana che non sembra voler rimanere solo a guardare.