Il ferro, metallo pesante di per sé e simbolo al contempo di un fondamentale passaggio nella storia dei popoli, è stato lavorato dalle sapienti mani di Maria Teresa Romitelli ed è diventato strumento musicale di un concerto che si è tenuto nella terrazza di Palazzo Mansueti. La scultura leggera protesa verso l’alto, in uno slancio potente, arricchita dalle decorazioni auree, ha accompagnato ed assecondato, vibrando, la musica composta per l’occasione dal maestro Federico Bonetti Amendola. Il concerto elettroacustico che ne è scaturito ha preso per mano gli spettatori e li ha trasportati in quell’universo in perenne evoluzione e denso di suoni.
Giulia Mattiello, contralto, e Gödze Yaşar, violoncellista, hanno impreziosito la musica, già di per sé, coinvolgente nel suo mistero e nella forza evocativa.
Lo spettacolo, inserito nel contesto del 67 Festival dei Due Mondi di Spoleto, ha rappresentato una risposta al bisogno sempre più forte di recuperare il colloquio con quella dimensione intima e religiosa che può far alzare gli occhi verso l’alto e svincolare da una quotidianità che spinge verso il basso.
articolo pubblicato il: 17/07/2024 ultima modifica: 26/07/2024