Non è affatto scontato che due solisti eccezionali siano anche brillanti musicisti da camera. Ma quando la violinista Julia Fischer e il pianista Jan Lisiecki hanno iniziato ad esibirsi in duo nel 2022 è stato subito chiaro che si era formato un “dream team”.
I due condividono la stessa ottica verso le opere che eseguono e lo stesso entusiasmo di fare musica insieme. Fischer conferma: «Ci ispiriamo a vicenda e insieme aspiriamo a creare qualcosa di fresco e nuovo, apportando le nostre prospettive personali all’interpretazione di un'opera».
Una fortuna per il pubblico dell’Unione Musicale che potrà ascoltarli mercoledì 30 ottobre 2024 al Conservatorio di Torino (ore 20.30).
Julia Fischer, che arriva per la prima volta in una stagione dell’Unione Musicale, è nota per le sue interpretazioni cristalline e la sua versatilità musicale. Da vent'anni è una delle migliori violiniste al mondo e può vantare anche una carriera di successo come pianista, poiché può capitare che nella stessa serata esegua uno dopo l'altro concerti per violino e pianoforte!
Fin dalla giovinezza Fischer ha conquistato i palchi internazionali e ha pubblicato numerose incisioni di successo per Pentatone e Decca. Poi nel 2017 ha scelto una strada alternativa a quella delle major discografiche: ha lanciato una sua piattaforma musicale, il JF CLUB, dove resta in contatto con i suoi fan tramite la pubblicazione di contenuti audio e video esclusivi, oltre ad approfondimenti sulla sua musica e il suo lavoro. «Con il mio club – ha dichiarato Julia Fischer – sto cercando di entusiasmare un pubblico più giovane alla musica classica e, allo stesso tempo, di rendere accessibile il nuovo repertorio in modo semplice e diretto».
Come Julia Fisher, anche il talentuoso pianista canadese Jan Lisiecki ha iniziato il suo percorso musicale come bambino prodigio. Oggi – a 28 anni – vanta già una carriera decennale sui palcoscenici più importanti del mondo ed è considerato "un interprete di eccezionale compostezza e raffinatezza" (BBC Music Magazine).
L’eccezionalità della sua personalità artistica è confermata anche dal contratto discografico che Deutsche Grammophon gli ha proposto a soli 15 anni. Da allora i suoi nove album sono stati premiati con i maggiori riconoscimenti: Juno Award, Echo Klassik, Gramophone Critics’ Choice, Diapason d’Or ed Edison Klassiek.
Jan Lisiecki ritorna all’Unione Musicale dopo il recital solistico del 2019, in cui aveva stregato il pubblico con un programma tutto dedicato alla notte.
Julia Fischer e Jan Lisiecki presentano un raffinato cameristico con Sonate di Mozart, Beethoven e Schumann.
Composta probabilmente al principio del 1779, la Sonata K. 378 di Mozart si mette alle spalle le precedenti sonate per violino e pianoforte, a cui è tanto superiore per ampiezza di prospettive e concentrazione lirica. I due strumenti acquisiscono un ruolo paritetico tanto da sembrare, fin dall’esordio, due cantori in gara.
Se Mozart aveva "promosso" lo strumento ad arco ad un ruolo paritario rispetto a quello a tastiera, con la sua prima raccolta del genere – le tre Sonate op. 12 – Beethoven segue lo stesso modello, approfondendo la dialettica interna fra gli strumenti. Soprattutto con l'opera 12 n. 3 Beethoven strizza l’occhio al mercato, sempre alla ricerca di composizioni virtuosistiche e brillanti.
Scritta a seguito della profonda insoddisfazione per la sua Prima Sonata, la Sonata n. 2 op. 121 di Schumann, è una pagina dalle ampie proporzioni (Grosse Sonate, riporta il sottotitolo) resa compatta dall'utilizzo di materiale tematico fortemente unitario
I suoi temi inquieti e nervosi e il linguaggio espressivo febbrile non ha nulla a che fare con lo stile salottiero tipico di molta musica cameristica ottocentesca destinata ad un pubblico di amatori.
articolo pubblicato il: 28/10/2024