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"Della stessa sostanza dei sogni"

Eliselle


Arriva in libreria per Gallucci Della stessa sostanza dei sogni - She-Shakespeare, il romanzo conclusivo della trilogia che vede protagonista il personaggio di Judith/William Shakespeare, ideato dalla penna dell’autrice e sceneggiatrice modenese Eliselle.

Storica per formazione, Eliselle apre il nuovo capitolo di questa avventura ambientandolo nel 1593, l’anno in cui iniziano a essere presenti documenti che testimoniano i successi e le vicende del vero Shakespeare - mentre, lo ricordiamo, sono praticamente inesistenti le informazioni biografiche sul drammaturgo fino al 1592 – creando una lettura che intreccia elementi storici, leggende e finzione letteraria, con una scrittura elegante, corposa ed efficace. Le vicende personali della protagonista, ormai adulta, si snodano tra responsabilità, desiderio di affermazione, delusioni, illusioni e compromessi e si affiancano alla narrazione, ampia e puntuale, della fine di un’epoca, quella elisabettiana. Un romanzo con un forte carattere, avvincente, in cui immergersi con soddisfazione, che non deluderà lettori e lettrici adolescenti e, perché no, adulti. Una storia che può essere ugualmente apprezzata sia da chi ha già conosciuto Judith nei precedenti volumi, sia da chi la incontra ora per la prima volta, grazie all’abilità dell’autrice di far rivivere con rapidi e significativi passaggi i momenti salienti e più emozionanti della vicenda.

La doppia morale
Tutti i sogni hanno un prezzo: per realizzare il suo, la talentuosa Judith è costretta a recitare ancora una volta la parte di William, celando la sua identità sotto abiti maschili... E quando riceve le lodi incondizionate della sovrana che la incorona re dei drammaturghi di Londra deve fare buon viso a cattivo gioco. Lei sa che, se si rivelasse, sarebbe uno scandalo e al posto degli elogi riceverebbe solamente disprezzo e riprovazione, gli stessi ricevuti quando, per inseguire quel fuoco, quel daimon che la rende inquieta e la fa sentire in gabbia nei panni di moglie e madre, decide di lasciare marito e figli. Lei sa che a nessun uomo farebbero pagare quel prezzo. Che nessun uomo verrebbe giudicato così per la stessa scelta. Il mondo non è pronto, nel XVII secolo. E ora? La domanda che scaturisce spontanea dalla lettura fa intravedere un argomento di scottante attualità.

Anche le regine deludono
Mitizzata e rincorsa per tutta la prima parte della vita, nel momento in cui Judith/William arriva alla corte di Elisabetta, scopre il lato meno nobile della regina, che vive tra intrighi e cattiverie, menzogne e compromessi, voltafaccia e violenza. È, questo, uno dei momenti in cui Judith abbandona lo sguardo, idealizzato sul mondo, tipico dell’infanzia. È, questo, uno dei momenti in cui da crisalide diventa farfalla, diventa davvero adulta, consapevole e disillusa. Un passaggio quasi obbligato, nella vita di una persona. Uno strappo, una cicatrice e un’altra questione che apre a esplorazioni e riflessioni personali e confronti di gruppo, anche in classe.

Ah, l’amore!
Eliselle indaga, con acume e delicatezza, l’animo umano tra desiderio, passione e responsabilità. Ne racconta l’evolversi, lo stemperarsi dei colori, ne racconta il frantumarsi, doloroso e rumoroso. La profonda inquietudine di Judith si manifesta, infatti, in modo esemplare nelle relazioni, in particolare quelle amorose. Una relazione non deve essere perfetta, deve funzionare, sembra dirci. Ogni scelta, inevitabilmente, porta con sé l’assenza di qualcos’altro. È un desiderio infantile quello di avere tutto, sussurrano le pagine.

Mantenere il segreto
Nel romanzo sia la regina Elisabetta sia l’amico/nemico Marlowe intuiscono il suo segreto, quel vivere sdoppiata, indossando gli abiti di William e di Judith a seconda delle situazioni e delle convenienze, e non la tradiscono. E anche la famiglia esaudirà il suo desiderio di essere tumulata come William e non come Judith. Tra licenze letterarie, leggende e realtà storica, Eliselle accompagna la sua protagonista fino alla fine, con le parole più intime e sentite, quelle scritte e lasciate in dono alle amate figlie.

La storia ci insegna che chi racconta una storia raramente è lo stesso che ne riceve il riconoscimento. Eppure, in questo istante, posso dirvi di essere in pace.

Al termine del volume una puntuale postfazione e una bibliografia essenziale chiariscono i dettagli delle parti di invenzione letteraria e i confini delle vicende storiche.

articolo pubblicato il: 31/01/2025

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