Il 7 marzo del 1875, un secolo e mezzo fa, nasceva Maurice Ravel, una ricorrenza che l’Unione Musicale ha deciso di celebrare invitando tre musicisti italiani tra i più noti e amati dal pubblico torinese e affidando loro tre capolavori cameristici del compositore francese.
Mercoledì 12 febbraio 2025 tornano dunque sul palco del Conservatorio Giuseppe Verdi (ore 20.30) Massimo Quarta, Enrico Dindo e Pietro De Maria, artisti “di casa” all’Unione Musicale, che nel corso delle loro carriere hanno più volte collaborato e realizzato progetti insieme.
Il concerto monografico in omaggio a Ravel è parte di un tour che nei prossimi mesi toccherà oltre a Torino diverse città italiane, quali Vicenza, Napoli, L’Aquila, Ferrara, Mantova, Parma e Firenze.
Sui leggii tre opere composte tra il 1914 e il 1927, la Sonata in la minore per violino e violoncello, la Sonata in sol maggiore per violino e pianoforte e il Trio in la minore, che mostrano l’evoluzione da una scrittura ricca di raffinate influenze popolari a uno stile musicale spoglio, dove la sperimentazione sonora è tutta orientata all’espressione della tensione emotiva.
La Sonata in la minore per violino e violoncello, composta tra il 1920 e il 1922, è dedicata alla memoria di Claude Debussy. Ravel era perfettamente consapevole di aver utilizzato in questa Sonata un linguaggio nuovo, diversissimo da quello cui aveva fino ad allora abituato il pubblico, spingendolo a un estremismo che non ha quasi uguali nella sua produzione: «Credo che questa Sonata segni un punto di svolta nell’evoluzione della mia carriera. La scarnificazione è spinta qui all’estremo. Rinuncia alla fascinazione armonica; reazione per contro sempre più marcata nel segno della melodia». La composizione è nota per l'uso innovativo del contrappunto e delle dissonanze, con movimenti che esprimono tensione emotiva e sperimentazione sonora.
L’elaborazione della Sonata in sol maggiore per violino e pianoforte di Ravel fu lunga e complessa a causa del susseguirsi di diffusi stati depressivi del musicista: abbozzata nel 1922, fu portata a termine soltanto nel 1927. Dedicata alla violinista Hélène Jourdan-Morhange, fu eseguita per la prima volta a Parigi con George Enescu al violino e lo stesso Ravel al pianoforte.
La Sonata costituisce l’ultimo lavoro cameristico del compositore francese e denota l’intenzione di portare i due strumenti al massimo livello di indipendenza l’uno dall’altro, sia dal punto di vista espressivo sia da quello timbrico. Ravel affermava infatti che «il pianoforte e il violino sono strumenti tra loro fondamentalmente incompatibili», per cui anziché cercare di «equilibrare i loro contrasti» in questa Sonata cercò di mettere «in evidenza proprio la loro incompatibilità».
Ultimo in ordine di esecuzione (ma non di composizione), nel Trio per violino, violoncello e pianoforte si respira un’apertura espressiva di rara intensità, una disponibilità al canto che lo pone, idealmente, accanto a certi tardi esiti del compositore.
Ravel terminò il brano nell’agosto del 1914, sotto l’assillo della guerra imminente. Viene così da pensare che il sapore basco del movimento iniziale e la nostalgia del canto popolare si saldino con l’arcaismo della Passacaglia al terzo movimento: quasi la rievocazione di una mitica età di purezza, volta a restituire un paradiso precariamente sottratto al presente.
mercoledì 12 febbraio 2025 - ore 20.30
Torino, Conservatorio Giuseppe Verdi, piazza Bodoni
serie dispari
Massimo Quarta / violino
Enrico Dindo/ violoncello
Pietro De Maria / pianoforte
Maurice Ravel (1875-1937)
Sonata in la minore per violino e violoncello
Sonata in sol maggiore per violino e pianoforte
Trio in la minore
Fondazione Unione Musicale ets
piazza San Carlo 206 – 101021 Torino
tel. 011 566 98 11 - info@unionemusicale.it - www.unionemusicale.it
Apertura biglietteria: martedì e venerdì 10.30-14.30 - mercoledì 13-17
articolo pubblicato il: 01/02/2025