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speciale buon compleanno, crisi!
dinamica e sviluppi

la situazione e le prospettive

di Vittorio Sordini

Non manca giorno che non si senta parlare della crisi che ha investito i mercati finanziari a livello mondiale.

Le affermazioni variano a seconda del relatore: per qualcuno la crisi è passata, per qualcuno il peggio è alle spalle, per altri stiamo intravedendo uno spiraglio, per altri ancora il peggio deve venire.

In realtà potrebbero avere tutti ragione, quel che è certo è che non parlano della stessa cosa. Non ci troviamo in presenza di un fenomeno con caratteristiche di staticità.

La crisi che oggi 15 settembre 2009 compie un anno è la diretta conseguenza del terremoto che ha sconvolto i mercati finanziari che, culminando con il fallimento di una importantissima banca d'affari americana, ha innescato una crisi di fiducia.

I sistemi finanziari a livello mondiale sono stati messi sotto pressione e soltanto grazie all'intervento congiunto di tutte le Autorità si è scongiurato il temutissimo crack del Sistema, che avrebbe potuto scaraventare indietro di decenni l'economia mondiale.

Nonostante ciò, la riduzione dei consumi causata dalla preoccupazione delle famiglie, dall'enorme massa di risparmi inghiottita, dagli effetti devastanti della cosiddetta "finanza creativa", e dalla flessione dei listini in tutto il mondo ha innescato una crisi economica con una contrazione enorme del prodotto interno lordo sempre a livello mondiale: fortunatamente ora si intravedono dei segnali di ripresa in questo senso; tuttavia la caduta del sistema produttivo ed il fallimento di diverse aziende in quasi tutti i settori ha generato una enorme massa di disoccupati e di persone che non riescono a provvedere decorosamente alle esigenze della famiglie: per alcuni di essi il susseguirsi degli eventi ha scavato un solco ancor più profondo che in passato tra ricchi e poveri.

Ci troviamo in presenza della crisi sociale, che innescherà sicuramente tensioni sociali delle quali ad oggi è difficile valutare la portata, sia a livello nazionale sia a livello mondiale. Non bisogna mai dimenticare gli effetti della globalizzazione. La globalizzazione ha trasformato il mondo in un unico grande palcoscenico, dove gli attori sono tutti correlati e nessuno può agire senza che le conseguenze delle proprie azioni siano note a tutti e inducano a reazioni da parte degli altri.

La vera grande incognita è questa: riuscirà la ripresa economica , pur se lenta, di concerto con le iniziative mirate di tutte le Autorità a disinnescare la bomba prima che si manifestino conflitti sociali?

Questo è l'auspicio di tutti : di quelli che affermano che la crisi è passata, perché si riferiscono alla crisi "finanziaria";di quelli che affermano che il peggio è alle spalle perché si riferiscono alla crisi di "fiducia"; di quelli che intravedono uno spiraglio perchè si riferiscono alla crisi economica; di quelli che ammoniscono che il peggio potrebbe ancora venire, perchè si riferiscono alla possibile crisi tra classi sociali.

Quello che è certo è che ognuno fornisce la propria interpretazione senza perdere di vista il fatto che è necessario uscirne nel più breve tempo possibile : c'è chi vuole sostenere l'ottimismo, perché è assolutamente necessario, c'è chi ammonisce circa la gravità dei rischi futuri e ha paura che sull'onda dell'ottimismo che si potrebbe creare dalla lettura dei segnali che arrivano, in qualche modo positivi , è seriamente preoccupato che ci possa essere la tentazione di abbassare la guardia.

articolo pubblicato il: 24/09/2009

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