torna a "LaFolla.it" torna alla home page dell'archivio contattaci
cerca nell'archivio




ricerca avanzata


Google



contattaci

ingrandisci o rimpicciolisci il carattere del testo

politica estera
arriba la revolución

la Costituzione dell'Honduras e i recenti avvenimenti

di Luigi Delli Stanghi

La Costituzione dell'Honduras fu scritta nel 1982 in piena libertà democratica; contiene un articolo abbastanza singolare, il numero 239, che recita più o meno: "Il cittadino che abbia disimpegnato la titolarità del potere esecutivo non potrà essere Presidente. Chi trasgredirà a questa disposizione o ne proponga la riforma, così come coloro che lo appoggeranno direttamente o indirettamente, perderanno immediatamente le proprie rispettive cariche e resteranno inabilitati per dieci anni all'esercizio di qualsiasi funzione pubblica".

Un altro articolo interessante è il numero 184, che dice: "Le leggi potranno essere dichiarate incostituzionali sia per la forma che per il contenuto. Alla Corte Suprema di Giustizia compete l'interpretazione autentica della materia e dovrà pronunciarsi con tutti i requisiti delle sentenze definitive".

Se si consultano gli articoli dei giornali honduregni precedenti al golpe si scopre che Manuel Zelaya, con la sua consultazione, o referendum o plebiscito che dir si voglia, ha violato l'articolo 239 e che la Corte Suprema di Giustizia ha considerato incostituzionale la consultazione.

Zelaya non ha tenuto in considerazione la decisione della Magistratura ed ha dato ordine all'esercito di garantire lo svolgimento delle operazioni di voto. Ma le Forze armate sono garanti dell'ordine costituzionale, come afferma l'articolo numero 282: "Le Forze armate dell'Honduras (...) si costituiscono per (...) mantenere la pace, l'ordine pubblico ed il rispetto della Costituzione, i principi del libero suffragio...". Le Forze armate non potevano prestarsi ad una specie di scippo del dettato costituzionale solo perché Zelaya ha montato dibattiti pansindacalisti e giustizialisti.

Roberto Micheletti ha assunto, quindi, legittimamente la Presidenza della Repubblica. Quando Zelaya ha lasciato il Paese non era più Presidente, dato che il succitato articolo 239 parla di deposizione immediata. Quindi quanto è accaduto in Honduras non è stato un golpe, bensì un "contraggolpe".

Il golpe ci sarebbe stato se l'esercito, appoggiando la consultazione, si fosse messo contro la Costituzione. Zelaya ha attentato alla Costituzione tre volte, quando ha voluto indire la consultazione, quando ha dato un ordine illegale all'esercito e quando ha deciso, a viva forza, di procedere nonostante tutto. Certamente ha ragione quando si lamenta di essere stato espulso, sembra addirittura in pigiama; questa cosa effettivamente non doveva accadere, casomai doveva restare per essere processato per attentato alla Costituzione, nello specifico all'articolo 239.

Le Costituzioni non sono universali, vanno giudicate non in base al loro contenuto intrinseco, che può essere condiviso o meno, ma solo per essere state o non essere state promulgate da un regime democratico. Quella honduregna in questo caso è chiarissima e la Corte Suprema di Giustizia ha ritenuto di interpretarla correttamente.

Alcuni politici latinoamericani interpretano il plebiscitarismo delle masse come democrazia compiuta; se si percorre questa via tutte le strade sono aperte, anche quelle delle dittature più o meno condivise dal popolo.

articolo pubblicato il: 29/09/2009 ultima modifica: 02/11/2009

Commenta Manda quest'articolo ad un amico Versione
stampabile
Torna a LaFolla.it