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editoriale
brevi note politiche
di Domenico Benedetti Valentini

La sinistra non si è mossa gran che bene sullo scacchiere politico. Dai 5 referendum è uscita con le ossa rotte. Sui quattro quesiti concernenti il lavoro, agitanti temi che in via generale hanno qualche attualità, chiedeva soppressione o di norme giuste o norme alle quali va sostituito qualcosa di ragionevole ed efficace, con la mera cancellazione le cose si sarebbero negativamente complicate. Assurdo e sintomatico il quesito per dimezzare da 10 a 5 anni il tempo di soggiorno stabile e “assimilazione” dell’immigrato ai fini della cittadinanza.

È l’antinazionale ed eversiva linea delle sinistre, che si sono viste sconfessate in modo eloquente: perfino del 30% scarso che è andato alle urne, un’alta percentuale ha votato NO. Quindi la Schlein può dire fin che vuole “Ci rivediamo alle politiche”, ma per ora è jattanza ingiustificata perché il suo schieramento non è in sintonia nemmeno con una parte consistente dei propri simpatizzanti.

Positivo, pertanto, questo passaggio per il Governo nazionale, che ne esce in qualche modo consolidato. Riscuote intanto ulteriore accreditamento dai dati economico-finanziari, che risultano buoni: spread in continuo calo con apprezzamento dei titoli italiani; indici di occupazione e produzione, complessivamente, in crescita; giudizio favorevole degli Istituti internazionali e prognosi di crescita economica, sebbene contenuta, superiore alla stessa media europea. Tutto ciò non deve far perdere minimamente di vista le criticità: una dinamica qualitativa legnosa nella domanda-offerta di lavori; constatazione di rincaro di quasi tutti i generi e servizi, ad onta dell’ufficialità dell’inflazione che, sulla carta, è in frenata; avvitamento dei principali servizi pubblici, a cominciare dalla sanità, ma proseguendo con trasporti, scuola e università, giustizia, reticolo servizi accessibili nelle aree interne che rappresentano il 65% del territorio italiano…..

Quanto al turno amministrativo, che ha riguardato circa cento Comuni italiani, una lettura politica dei risultati sarebbe abbastanza arbitraria. Nei capoluoghi di provincia, il centrodestra riconquista Matera (Basilicata) dopo diciotto anni, il centrosinistra mantiene Ravenna e anche, in modo molto affannato, Taranto. Nella città pugliese, peraltro, il centrodestra fa il possibile per perdere, in quanto al primo turno schiera due candidati a sindaco e l’antagonismo ricade poi sul ballottaggio, in cui soccombe per pochi punti percentuali. E se un buon numero di Comuni di medie o piccole dimensioni resta o si sposta a destra, non possiamo dimenticare che Genova è stata vinta dal centrosinistra (in quella Liguria che poco tempo prima, grazie ai voti del Ponente, ha dato vittoria al candidato di centrodestra).

Da questo limitato test – che non ha effetti sulla tenuta del Governo decisamente più rafforzato dal fallimento dei referendum CGILlini- risultano se mai confermate due indicazioni. Prima: PD e centrosinistra prevalgono solitamente nelle grandi città, la destra vince tendenzialmente nelle città minori e in molte zone periferiche. Quasi il contrario di quanto è avvenuto per buona parte del secolo scorso. C’è un’evidente cifra socio-politica in questo e un profondo legame con il mutato insediamento di ceti e popolazione, che le forze politiche devono studiare. Seconda: il centrodestra sembra poter contare tutt’ora sulla maggioranza dei consensi a livello politico (dicasi elezioni nazionali), mentre si mantiene in sofferenza nelle amministrative. Emerge, salvo specificità, una certa inadeguatezza delle strutture dei tre partiti nell’affrontare le prove locali e la loro difficoltà nel produrre candidature a sindaci decisivamente coinvolgenti. Essendo ormai assodato il fenomeno, sarebbe il caso di lavorare in modo più coraggioso su questi versanti. Non è giusto, né a lungo concepibile, che in molti si pensi di viaggiare fiduciosi della meta sulla diligenza, spesso contendendosi i posti a cassetta, perché comunque il cavallo trainante Giorgia Meloni sembra tirare con perdurante vigore….

articolo pubblicato il: 16/06/2025 ultima modifica: 20/06/2025

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