Cosa ci donano i sogni? E soprattutto dove ci portano i sogni? Mica facile, trovare una risposta a queste domande. I sogni ci collegano all’aspetto misterioso dell’esistenza, ad una realtà metafisica staccata dalle certezza della realtà. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, come sostiene Shakespeare? Non lo sappiamo, possibilmente in noi alberga un’anima che non se ne fa nulla dei miasmi del razionale. I sogni, stramaledetti o beneamati, si impongono di notte o ci illudono a occhi aperti. Ma sono i primi che figliano dall’inconscio (senza le nostre aspettative o paure). Ed è un sogno celebre shakespeariano a dare corpo a questo nostro ennesimo capriccio in forma di email. Il celeberrimo “Sogno di una notte di mezza estate” che andrà in scena al Teatro Quirino in Roma, dal 11 novembre.
Prima di parlarvi del “Sogno”, un suggerimento. Tornate a Shakespeare nella sua parola nuda, lontana da tremila interpretazioni. Non al Shakespeare filtrato, manipolato, aggiornato per compiacere mode, ideologie o urgenze di stagione. Non al Shakespeare che si arrampica nei teatri di oggi travestito da cronaca, da manifesto o da satira di costume. Quello, a forza di essere reinterpretato, non parla più. O, se parla, lo fa con la voce di altri.
Andrebbe letto. Dall’inizio alla fine, come un lungo romanzo del mondo. Solo così si può capire chi fosse davvero quest’uomo che ha inventato la modernità senza proclamarla, che ha messo in scena l’anima prima che le teorie sull’anima la spiegassero. A teatro, oggi, Shakespeare è diventato un pretesto. Gli si chiede di parlare del presente, ma lui, povero, parlava già di tutto. È stato cucinato in mille salse: politiche, sociali, esistenziali, post-qualcosa. Ma ogni volta, in queste riscritture, si perde un po’ della musica originaria delle parole antiche e incredibilmente vive. E adesso alcune informazioni sullo spettacolo che andrà in scena, tra poco.
Dall’11 al 16 novembre, il Teatro Quirino Vittorio Gassman accoglie una delle commedie più amate di William Shakespeare, Sogno di una notte di mezza estate, in una nuova versione diretta da Daniele Salvo. Una produzione Bis Tremila srl, in collaborazione con Teatro Quirino srl, che promette di trasformare la celebre favola elisabettiana in un viaggio teatrale tra lingua, musica e sogno. La novità più curiosa di questo allestimento è la scelta di un cast bilingue, impegnato a recitare in italiano e in inglese, come in un continuo gioco di specchi tra le due lingue. Una sfida artistica che intende restituire al pubblico la musicalità e la potenza poetica dell’originale shakespeariano, senza rinunciare alla forza evocativa della tradizione teatrale italiana. Sul palcoscenico, nei panni di Puck, spirito burlone e guida dei boschi incantati, troviamo Melania Giglio, anche coautrice della traduzione insieme a Salvo e Marioletta Bideri. Accanto a lei Maria Luisa Zaltron (Titania e Ippolita), Alessandro Marmorini (Oberon e Teseo), Federico Gatti (Bottom), Alberto Mariotti (Lisandro), Matilda Farrington (Ermia), Marial Bajma-Riva (Elena) e un nutrito gruppo di giovani interpreti e creature del bosco, tra elfi e fate. Le scene sono firmate da Fabiana Di Marco, i costumi da Daniele Gelsi, le luci da Giuseppe Filipponio, e le musiche originali da Patrizio Maria D’Artista, compositore che accompagna da anni le produzioni di Salvo con un impianto sonoro sospeso tra rinascimento e contemporaneità. Il mondo in cui si muovono gli amanti ateniesi e le creature del bosco non è più quello di una favola pastorale, ma una terra alterata, dove le stagioni si confondono e la natura appare in rivolta. Così, il sogno diventa un varco tra due realtà: quella dell’amore umano, fragile e confuso, e quella dell’incanto, dove tutto può mutare. Dopo il debutto romano, lo spettacolo toccherà poi altre città italiane, come il Teatro Petrarca di Arezzo (21 novembre) e il Teatro dei Marsi di Avezzano (23 novembre). A Roma, al Quirino, le rappresentazioni si terranno martedì 11, mercoledì 12 e venerdì 14 novembre alle ore 21.00, giovedì 13, sabato 15 e domenica 16 novembre alle ore 17.00.
¬
articolo pubblicato il: 07/11/2025