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Chagas, la malattia dei poveri

la grande ricerca non si interessa di certi malati


Il morbo di Chagas è una malattia infettiva causata da un protozoario parassita denominato Trypanasoma cruzi, nome datogli dal suo scopritore, lo scienziato brasiliano Carlos Chagas, in omaggio ad un altro scienziato, anche lui brasiliano, Oswaldo Cruz.

Ci si ammala attraverso l'entrata del Trypanosoma nel sangue degli umani a partire dalla ferita della puntura di una cimice che popolarmente in Brasile viene chiamata "barbiere" o "succhione".

Queste triatomine si alimentano di sangue e si contaminano con il parassita quando succhiano sangue di animali mammiferi infetti, ad esempio bovini, o altri umani contaminati. Una volta nel tubo digestivo della cimice, il parassita è eliminato nelle feci sul punto di puntura, mentre succhiano il sangue degli umani, che vengono così infettati.

Altre maniere di contatto avvengono nella vita intrauterina per mezzo di gestanti contaminate, di trasfusioni di sangue o incidenti con ferri chirurgici, ma queste due ultime sono molto rare.

La malattia possiede una fase acuta ed una cronica. Nel punto della puntura della cimice l'area diventa rossa e dura e si forma una lesione. Dopo un periodo di incubazione variabile, di non meno di una settimana compaiono febbre, ingrossamento delle ghiandole linfatiche in tutto il corpo, del fegato e della milza, arrossamento del corpo come se si trattasse di una allergia, che però dura poco. Possono manifestarsi alterazioni a carico del cuore.

La terapia è basata sull'utilizzazione del benzonidazolo molto tossico e nocivo, ma finora unico rimedio conosciuto. Questo perché i grandi laboratori di ricerca spesso legati alle multinazionali farmaceutiche non sono interessati a questa malattia che colpisce le fasce più povere del subcontinente americano.

articolo pubblicato il: 13/11/2009 ultima modifica: 16/11/2009

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