In occasione della Rassegna di drammaturgia italiana contemporanea EXPO- Teatro Italiano Contemporaneo, torna in scena da venerdì 27 febbraio a domenica 1 marzo, questa volta al Teatro Belli di Roma, Quelli che restano, il progetto teatrale firmato da Marta Ferrarini ed Emanuela Vinci, uno spettacolo che indaga il lutto, il branco, le famiglie e le assenze. Lo spettacolo, con la regia di Davide Celona, vede in scena Marta Ferrarini, Leonardo Lutrario, Luca Molinari ed Emanuela Vinci. La supervisione drammaturgica è di Giovanni Bonacci.
Un gruppo di quattro amici – Nadia, Emma, Flavio e Jacopo – si ritrova nel parchetto trasandato che frequentavano spesso da ragazzini; manca un’ora al funerale di Milo, il loro quinto, che si è appena suicidato. La ferita di essere stati cacciati dalla camera mortuaria dalla famiglia dell’amico porta questi giovani adulti a riflettere su una decisione importante: partecipare o meno al suo funerale. Mentre il tempo scorre, il loro confronto diventa un'esplorazione cruda e sincera del dolore e della perdita, portando a galla non solo le loro storie, verità scomode e dinamiche nascoste, ma anche i loro conflitti familiari e quelli generazionali.
Noi siamo il risultato delle presenze e delle assenze della nostra vita e spesso le persone a cui ci leghiamo portano delle ferite simili alle nostre.
Il progetto nasce infatti dalla riflessione delle autrici sulla loro esperienza di figlie, dei padri e delle madri, e di cosa abbia significato la loro presenza o la loro assenza.
Cosa significa quindi essere figli? Qual è l'eredità che le nostre famiglie ci lasciano? E quanto questa viene sporcata dalla società?
Lo spettacolo è l’opera prima di Marta Ferrarini ed Emanuela Vinci ed è uno dei cinque progetti vincitori della sezione Teatro del bando “Labor Work” di DiscoLazio, indetto da Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini.
I quattro protagonisti affrontano la perdita di un amico, un evento traumatico che li costringe, in qualche modo, a dover stare nel dolore.
Stare nel dolore significa guardarsi dentro e finire per ritrovare tutto il marcio, e nel caso di Nadia, Emma, Flavio e Jacopo, il marcio ha il volto delle loro famiglie… e forse anche di quella di Milo.
Il linguaggio sperimentale ricerca questa complessità, a partire dalla struttura drammaturgica. La storia si sviluppa su due piani diversi di narrazione che si intrecciano: il primo è quello del presente, in cui si vedranno i personaggi vivere, passo per passo, l’ora che precede il funerale dell’amico; il secondo è un piano di astrazione, in cui in scena prendono vita momenti del passato e movimenti interiori dei protagonisti.
I personaggi si muovono, quindi, dentro ferite ereditarie, ma anche dentro un’ostinata ricerca di senso e di appartenenza. Il loro legame prende la forma di un branco: un luogo comodo, in cui imparano a sopravvivere.
Qui si scoprono vulnerabili e si riconoscono nel compagno. Non sono né eroi né vittime: sono umani, contraddittori, sono quelli che restano.
Nonostante i temi trattati, il tono e lo stile sono dissacranti e puntano a far vivere allo spettatore una montagna russa emotiva. Alla parola si uniscono corpo e musica come medium evocativi, in modo da indagare sfumature diverse.
Un gruppo di ragazzi, un posto vuoto e il silenzio che fa più rumore delle parole. QUELLI CHE RESTANO è il racconto di chi resta, perché andarsene non è concesso a tutti.
Emanuela Vinci e Marta Ferrarini si conoscono durante il biennio di formazione teatrale presso Officina delle Arti Pier Pasolini, dove stringono una forte amicizia da cui poi nasce un sodalizio artistico fondato su una comunione di intenti. Condividono una visione affine su cosa significhi fare arte, sull’uso di un linguaggio teatrale aperto a diverse contaminazioni e sulla necessità di trattare temi intimi, ma anche collettivi e politici.
Marta Ferrarini, Milano classe 2000. Si avvicina al mondo dello spettacolo grazie alla danza e al musical, dal 2015 studia canto e pianoforte. Comincia a formarsi nella recitazione presso STM a Novara con Elena Ferrari, dal 2021 studia drammaturgia antica e frequenta il Laboratorio di Alta Formazione teatrale dell’università Cattolica di Milano con Christian Poggioni ed Ermelinda Cakalli. Entra a far parte della compagnia Kerìs, portando in scena testi di teatro antico in vari teatri di Milano e nel carcere di Opera. Frequenta poi vari workshop tra cui un corso intensivo di regia e un seminario di schiera con Gabriele Vacis. Nel dicembre 2024 si diploma nel biennio della sezione teatro di “Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini” a Roma, dopo aver lavorato con professionisti quali Massimo Venturiello, Walter Pagliaro, Daniele Salvo, Armando Pugliese, Maria Letizia Gorga e tanti altri. Nel 2025 vince il bando “Labor Work” indetto dalla stessa scuola, e scrive un testo che porterà in scena a fine 2025.
Emanuela Vinci nasce a Palermo nella Pasqua del 1999. Da bambina ha studiato danza per diversi anni. Durante il primo anno di liceo ha iniziato a studiare canto e ha continuato anche dopo la fine delle superiori, avvenuta nel 2018, quando si è diplomata al liceo artistico in scenografia. Una volta terminato il liceo, oltre a continuare lo studio del canto, ha iniziato a fare diverse masterclass e ha frequentato il laboratorio del Teatro Mediterraneo Occupato, diretto da Maurizio Spicuzza. Durante quegli anni ha portato in scena spettacoli di vari autori, da Pinter a Massini. Successivamente ha anche studiato con Filippo Luna e Virginia Alba, due attori palermitani a cui deve molto. Nel 2022 si presenta al Premio Hystrio e arriva in finale. Lo stesso anno è entrata a Officina Pasolini, a Roma. Durante gli anni di Officina Pasolini ha avuto l’onore di essere diretta da professionisti come Walter Pagliaro, Daniele Salvo, Massimo Venturiello, Paolo Coletta, Francesco Giuffrè e di lavorare con altrettanti professionisti come Maria Letizia Gorga, Francesco Brandi e Armando Pugliese. Nel 2024 ha preso il diploma e successivamente ha vinto un bando indetto dalla Regione Lazio per Officina Pasolini, insieme alla sua collega, con la quale ha scritto un progetto che nasce da una comune necessità, nell’ottica di riuscire a parlare ai giovani e alle giovani come loro.
Teatro Belli, Roma
27 Febbraio|1 Marzo
venerdì ore 21, sabato ore 19, domenica ore 17
Quelli che restano
soggetto e drammaturgia Marta Ferrarini ed Emanuela Vinci
regia Davide Celona
con Marta Ferrarini, Leonardo Lutrario, Luca Molinari, Emanuela Vinci
supervisione drammaturgica Giovanni Bonacci
disegno luci Marco Laudando
si ringrazia Gianni Clementi
Teatro Belli
Piazza di Sant’Apollonia, 11 - 00153 Roma
Tel.: 065794875 - 3334306834 - 3315851687
Orario recite: venerdì ore 21, sabato ore 19, domenica ore 17
Email: info@teatrobelli.it
www.teatrobelli.it
articolo pubblicato il: 22/02/2026