Un’opera potente che denuncia l’insensibilità sociale e istituzionale verso chi soffre. Un grido poetico e lucido che attraversa la fragilità, l’abbandono e la necessità di essere ascoltati.
Lo spettacolo è un viaggio nella psiche e nella vita di Luca che, nel tempo di una seduta dallo psicologo, offre allo spettatore un punto di vista personale e inedito sulla propria esperienza di sopravvivenza.
Ne emerge il ritratto di una società cinica e insensibile, che neanche davanti a uno studente morto suicida, sembra voler fermare il suo ritmo frenetico.
L’opera, attraverso l’esperienza di un singolo, vuole porre l’attenzione sulle contraddizioni di un mondo sordo ai problemi, nel quale le soluzioni, il più delle volte finiscono con l’aggravare, e non migliorare, la situazione di partenza.
“Albanova”, in scena al Teatro di Documenti il 28 febbraio e il 1° marzo.
articolo pubblicato il: 22/02/2026