Con il recital del pianista Arcadi Volodos di mercoledì 25 marzo 2026 l'Unione Musicale festeggia i suoi 80 anni di attività: l’ente inaugurava infatti la sua prima stagione concertistica il 23 marzo 1946.
Il concerto è offerto agli abbonati della stagione 2025-2026 ma è aperto anche alla cittadinanza: un omaggio a tutti coloro che, con la loro fiducia, il loro affetto e la loro passione hanno reso possibile questo viaggio lungo ottant’anni.
Arcadi Volodos, uno dei più acclamati pianisti al mondo, ritorna per la terza volta sul palcoscenico del Conservatorio di Torino (ore 20.30) dopo due recital indimenticabili: quello del 2004, in cui regalò al pubblico di Torino un’esecuzione straordinaria di Liszt e Rachmaninov, e quello del 2021 – all’indomani della pandemia – quando rapì gli ascoltatori con «un’esecuzione che ha ipnotizzato, incantato, commosso» (l’Ape Musicale).
Capace di coniugare un eccezionale virtuosismo e una musicalità profonda ed espressiva, Arcadi Volodos occupa un posto di riguardo nella ristretta cerchia dei grandi interpreti del pianoforte ed è diventato un punto di riferimento a livello internazionale nella musica classica. La critica gli riconosce «immaginazione, sentimento e una tecnica fenomenale che gli permettono di realizzare a pieno le sue idee espressive al pianoforte. Il virtuosismo sconfinato, il senso del ritmo unico e l’uso poetico dei colori rendono Volodos narratore di storie intense dal linguaggio senza limiti!»
Dopo il sensazionale debutto a New York, nel 1996, la carriera di Volodos si è dispiegata al fianco di orchestre sontuose (Berliner Philharmoniker, Staatskapelle Dresden, Concertgebouw, Gewandhaus, Ney York Philharmonic, Chicago Symphony…) e di bacchette eccellenti come Maazel, Gergiev Ozawa, Mehta ed è stata costellata da un gran numero di successi discografici.
Da sempre però la dimensione del recital solistico è particolarmente cara a Volodos, che in una situazione più raccolta esprime al meglio la sua sensibilità, la cura del dettaglio, la scelta di programmi in cui hanno uno spazio privilegiato gli autori romantici (e tra tutti il prediletto Schubert), ma anche Skrjabin e pagine meno note degli spagnoli Mompou, Lecuona e Falla.
Nell’atteso appuntamento torinese Volodos presenta un programma dal forte respiro poetico e lirico. La serata si apre con la monumentale Sonata in sol maggiore D. 894 di Schubert, pagina che emana un senso di misteriosa serenità grazie al colore morbido e profondo, che metteva in luce le possibilità timbriche dei nuovi pianoforti dell’epoca.
Volodos ha dichiarato: «Questo è esattamente quello che provo al cospetto della musica di Schubert: è un viaggio che dura tutta la vita… e io sono lontanissimo dalla meta finale».
Nella seconda parte del concerto sarà proposta una selezione di brani di Chopin: tre Mazurke, il Preludio op. 45 e la Sonata n. 2 op. 35, il cui cuore espressivo è la celebre Marcia funebre, anima e centro di gravità dell’intera Sonata.
articolo pubblicato il: 23/03/2026