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cinema
Corea, animazione e il futuro dello schermo

FEFF 28


Martedì 28 aprile, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, l'animazione asiatica si prende la scena. Il FEFF 28 la presenta quest'anno in forze come non mai, con tre lungometraggi in competizione. Il primo arriva oggi alle ore 8.30: The Last Blossom (Giappone) di Kinoshita Baku, poetica storia di errore e redenzione stimolata dal dialogo in cella con un fiore parlante, in anteprima nazionale. Seguiranno mercoledì 29 aprile alle ore 9.00 A Mighty Adventure (Taiwan/Malaysia/Hong Kong) di Toe Yuen – il mondo ad altezza di insetto!, in anteprima internazionale – e giovedì 30 aprile, sempre alle 9.00, Another World (Hong Kong) di Tommy Ng, surreale esplorazione di un aldilà del tutto inedito, in anteprima nazionale.

La Corea del Sud è una protagonista della giornata di oggi, in anteprima nazionale, alle ore 19.15, con My Name di Chung Ji-young: un viaggio in una delle pagine più cupe della storia della Corea (il massacro di Jeju del 1948) attraverso i generi cinematografici che la rappresentano: il racconto di formazione, il gangster movie, il dramma storico e la commedia drammatica. I traumi che vengono alla luce non sono solo personali ma quelli di un’intera nazione. E la Corea è ancora protagonista con il classico restaurato Chilsu and Mansu, diretto nel 1988 da Park Kwang-su (attuale presidente del Busan International Film Festival). Spesso citato come un punto di svolta nel cinema coreano, col passaggio da una censura restrittiva verso una maggiore libertà di espressione, il film narra finemente l’amicizia tra due personaggi della classe operaia. Uno dei due, Mansu, è interpretato da Ahn Sung-ki, grande attore coreano, la cui carriera si è estesa dagli anni Cinquanta fino a oggi. Ad Ahn Sung-ki, scomparso quest’anno, il FEFF rende omaggio con questa proiezione. Il regista giapponese Hiroki Ryuichi è una presenza regolare al Festival, che è felice di presentare il suo ultimo film: The Sickness Unto Love, in anteprima internazionale alle ore 14.30, che parte come una storia d’amore e assume un tono inquietante dove diventa sempre più grande un sospetto di omicidio. Ma va segnalata anche un’importante iniziativa che si svolgerà al Visionario: il panel sulle vertical stories sotto la direzione di Roger Garcia. I brevissimi micro-drammi in formato verticale guardati sugli smartphone si sono diffusi dall’Asia all’America e sono una nuova frontiera dello spettacolo. Il panel, comprensivo di esempi, è un primo, esaustivo approccio a questa nuova forma espressiva. Ricordiamo che ad essa il Catalogo della presente edizione del FEFF ha dedicato un’articolata sezione, imperdibile per chi desideri tenersi informato sui mutamenti nell’industria dello spettacolo.

articolo pubblicato il: 27/04/2026

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